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EMANUELA ORLANDI: ancora viva in una casa di cura a Londra?

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SAREBBE ANCORA VIVA EMANUELA ORLANDI, A LONDRA SEDATA IN UNA CASA DI CURA – I misteri che riaffiorano dal passato diventano dopo ieri sera ben due: infatti, a quanto pare, la discussa  notizia secondo cui Ylenia Carrisi fosse viva e vivesse in un convento di Phoenix era solo il primo “scoop” giunto a riaprire una vecchia ferita; adesso è il turno di un secondo fatto di cronaca , che all’epoca colpì fortemente l’opinione pubblica e da anni era sepolto nel dolore della famiglia.

Si tratta della scomparsa di Emanuela Orlandi, figlia all’epoca appena quindicenne di un dipendente del Vaticano che, nonostante la profusione di forze della famiglia e delle forze dell’ordine, non fu mai ritrovata. Oggi emerge a sorpresa una fonte inedita che getta una nuova speranza sull’intera vicenda: ieri sera, nel corso della trasmissione Metropolis di Roma Uno un misterioso uomo, autodefinitosi ex agente del Sismi, nome in codice Lupo Solitario, ha affermato, davanti al fratello della ragazza presente in studio, di sapere con certezza che Emanuela si troverebbe rinchiusa in una casa di cura a Londra, tenuta sotto sedativi e piantonata giorno e notte da due medici e tre infermiere.

L’uomo ha illustrato anche quali cause si celerebbero dietro la scomparsa della ragazza: il padre di Emanuela sarebbe stato coinvolto in giri di riciclaggio di denaro sporco a cui si ricollegherebbero anche anche Roberto Calvi (trovato poi impiccato sotto il Blackfrias Bridge di Londra) e il caso della Banca Antonveneta.

La conduttrice Valentina Renzopaoli è apparsa subito sospettosa e ha posto nel gelo dello studio alcune domande al misterioso uomo dall’altra parte del telefono: in particolare ha domandato come mai solo oggi avesse deciso di rilasciare simili dichiarazioni e la risposta è stata alquanto criptica, “perché sinora non ero mai stato stuzzicato, ora mi hanno stuzzicato e detto delle falsità con delle promesse…”.

Ci sembra superfluo sottolineare l’istintiva incredulità sorta di fronte a “Lupo Solitario” che svela solo nel 2011 un mistero risalente agli anni ’80: la speranza è doverosa ma lo è anche lo sdegno se tali affermazioni dovessero rivelarsi infondate. Credere a questa triste seconda possibilità è purtroppo più semplice e anche più logico.

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