Galletti, la settimana corta è realtà: 34 ore con la stessa paga

A Bentivoglio, in provincia di Bologna, Galletti, la storica azienda che produce pompe di calore, condizionatori e aerotermi, ha finalmente approvato un nuovo contratto integrativo che consiste nella riduzione dell’orario di lavoro pur mantenendo la stessa paga.

In Italia il tema della settimana lavorativa corta non è certamente una novità, sebbene negli ultimi anni la sua centralità all’interno dei dibattiti sindacali sia esponenzialmente cresciuta. Coloro che vissero gli anni 70-80 ricorderanno certamente il passaggio dalle 48 ore di lavoro settimanali alle 40 odierne. Ma vogliamo ancora di più e, evidentemente, possiamo anche farlo. D’altronde, perché lavorare sei giorni su sette se si può avere lo stesso stipendio pur lavorando 4/5 giorni su 7? E’ uno spreco di energia per ottenere gli stessi risultati se non peggiori. Conoscete il detto “moglie felice, vita felice”? Ecco sarebbe bene mutarlo in “operaio felice, azienda felice”.

Il benessere dei dipendenti: tra benefit e premi aziendali

Lavorare meno senza tagli sullo stipendio è il punto focale su cui si basa l’accordo siglato dalla Galletti insieme alla Fiom-Cgil. L’iniziativa, considerata tra le più innovative nel panorama metalmeccanico, coinvolge 250 lavoratori, cioè tutti gli operai impiegati nei turni, i quali vedranno il proprio orario lavorativo ridursi da 40 a 34 ore settimanali ma senza alcun taglio nello stipendio.

I dipendenti lavoreranno dal lunedì al giovedì sette ore al giorno che verranno, però, economicamente riconosciute come otto. Il venerdì, invece, il turno sarà di sei ore che verranno a tutti gli effetti riconosciute come una giornata lavorativa completa. Per chi svolge un orario giornaliero tradizionale, la giornata del venerdì sarà invece composta da sette ore.

L’accordo prevede anche una clausola legata alle esigenze produttive: in situazioni particolari l’azienda potrà richiedere un’ora aggiuntiva di lavoro, ma soltanto per un massimo della metà dei venerdì dell’anno. In questi casi ai dipendenti verrà riconosciuto un compenso extra pari a 15 minuti di retribuzione aggiuntiva per ogni giornata interessata.

Sul fronte dei benefit, il costo della mensa aziendale resterà invariato per i prossimi quattro anni, mentre il valore dei buoni pasto aumenterà da 5 a 7 euro. L’intesa prevede inoltre un piano di welfare aziendale da 325 euro per ogni lavoratore e un premio di risultato che potrà arrivare fino a 2.150 euro, con un anticipo garantito di 300 euro.

Insomma, la Galletti sa come coccolare i propri dipendenti e, infatti, non a caso, è una della poche imprese a gestione familiare rimaste sotto il controllo italiano e costretta a fare i conti tutti i giorni con un mercato sempre più caratterizzato dalla presenza delle grandi multinazionali.

La novità, tra le altre cose, arriva in un periodo particolarmente felice per l’azienda che nel 2026 festeggia 120 anni, lasciandosi alle spalle un 2025 chiuso con un fatturato di 62 milioni di euro, segnato da una crescita del 6% in più rispetto all’anno precedente. Tra i clienti dell’azienda figurano nomi come Autogrill, il Quirinale, la catena britannica Waitrose e anche un importante edificio di Wall Street.