Avete mai sentito dire che d’amore non si muore? E ci avete mai davvero creduto? Marjane Satrapi sembra essere la testimonianza del fatto che, in realtà, questa frase non ha gran fondo di verità.
Fumettista, illustratrice, regista e attivista culturale, Marjane Satrapi si è spenta all’età di 56 anni, poco dopo più di un anno dalla morte del marito. A comunicarne il decesso, lo scorso 4 Giugno, sono stati i familiari. I media francesi riportano che, secondo i suoi cari, la donna sarebbe morta “di tristezza” e la causa sarebbe stata proprio la perdita dell’amore della sua vita. Ma si può davvero morire così?
Persepolis: il fumetto che raccontò l’Iran al Mondo
Franco-iraniana, lunghi capelli neri ed occhi grandi che nascondevano un carattere ribelle ed una vita tutt’altro che semplice. Marjane Satrapi era stata notata dal grande pubblico nel 2000, con l’uscita di Persepolis, un romanzo a fumetti divenuto una delle opere più importanti della cultura contemporanea. Quando uscì il libro la donna viveva a Parigi, nell’attesa di ottenere la cittadinanza.
Un paradosso, considerando il fatto che Persepolis, in brevissimo tempo, era divenuto uno dei libri in francese più venduti dell’epoca. Nata a Rasht e cresciuta a Theran, Satrapi ha raccontato semplicemente la sua storia, passando dalla rivoluzione islamica alla guerra tra Iran e Iraq, dall’esilio forzato in Austria alla ricerca di una propria identità pur sentendosi di non appartenere a nessun luogo.
Il segreto del suo successo era nell’aver capito che non servono grandi sermoni ma dettagli semplici ed indelebili. Successivamente Persepolis divenne protagonista di un adattamento cinematografico, diretto da lei stessa insieme a Vincent Paronnaud, che arrivò a conquistare il Premio della Giuria al Festival di Cannes e, addirittura, una candidatura agli Oscar.
La sindrome del cuore spezzato
Ma anche le donne forti, coloro che sono state messe alla prova più volte e si sono trovate di fronte a sfide inimmaginabili per la maggior parte delle persone, possono finire per morire di crepacuore. Si tratta della sindrome del cuore spezzato, una cardiopatia non ischemica transitoria, derivante da situazioni di forte stress emotivo, che, seppur in rarissimi casi, può portare al decesso.
Non è un caso che, proprio poco più di un anno prima, nell’Aprile del 2025, Marjane avesse subito il lutto per la scomparsa del marito Mattias Ripa, produttore, attore e regista svedese. Dopo questa grave perdita il profilo Instagram della Satrapi era diventato una sorta di diario del lutto: i vecchi contenuti erano scomparsi lasciando spazio ad una sorta di santino commemorativo del suo defunto compagno di vita e ad una serie di otto post che componevano la frase “For I lost the love of my life”.
L’ultimo messaggio lasciato dall’autrice annunciava la nascita della Fondazione Cinema Mattias e Marjanne Ripa-Satrapi, rivolta agli stranieri che desideravano studiare cinema a Parigi… oggi questa mossa suona come un ultimo respiro condiviso da due amanti poco prima di rincontrarsi nell’aldilà.





