Covid, allarme della Cgia: abbiamo perso 2500 euro

Covid, allarme della Cgia sui conti degli italiani dopo la pandemia: in media abbiamo perso 2500 euro ed è allarme occupazione

Quasi 2.500 euro in media: è la previsione di quello mancherà nelle tasche degli italiani alla fine del 2020 a causa della pandemia da Covid. Non una previsione, ma una stima basata su dati concreti, quelli raccolti dalla Cgia di Mestre che ha da sempre il termometro della situazione economica in Italia.

Covid allarme della Cgia: quanto hanno perso gli italiani (Pixabay)

Ogni italiano chiuderà l’anno perdendo mediamente 2.484 euro. Ma ci sono anche cifre molto più alte, perché a Milano la punta sarà di di 5.575 euro, a Bolzano di 4.058, a Bologna di 3.603 e a Firenze di 3.456 euro addirittura a Milano.

Facendo i conti sulla ricchezza media rapportata al Pil, l’Italia in pratica tornerà indietro di oltre trent’anni. Campania, Molise e Calabria in particolare retrocederanno allo stesso livello di Pil reale del 1988, la Sicilia a quello del 1986. Ma secondo la Cgia di Mestre questi valori sono anche sottostimati. Infatti sono stati aggiornati al 13 ottobre scorso, quando la seconda ondata della pandemia non era ancora nel pieno. A preoccupare però è anche il crollo del Pil nazionale che potrebbe sfiorare il 10%, quasi un punto in più rispetto alle previsioni del governo.

Covid, allarme della Cgia: solo il blocco dei licenziamenti frenerà la crisi

La andemia ha provocato buchi spaventosi anche nell’occupazione (Pixabay)

A preoccupare nell’attuale fase economica sono anche i numeri degli occupati perché il rischio concreto è quello nei prossimi mesi di un picco negativo. Se è vero che grazie all’introduzione del blocco dei licenziamenti sino a fine marzo ci sarà una perdita sgtimata ‘solo’ in 500 mila unità, ci sono regioni a forte rischio sociale.

Conto molto salato come al solito nel Mezzogiorno d’Italia che subirà una contrazione di occupati apri a -2,9%, cioè -180.700 addetti. Le regioni più colpote saranno Calabria (-5,1%), Campania (-3,5%), Valle d’Aosta (-3,3%) e Sicilia (-2,9%). Tra le 20 regioni considerate dall’Ufficio studi della Cgia solo il Friuli Venezia Giulia farà registrare una variazione positiva (+0,2%), con 800 unità in più.

Sempre la Cgia, solo un paio di giorni fa, aveva raffrontato anche le misure adottate dal governo italiano per fronteggiare la crisi in rapporto ad altri Paesei europei. Certo, adesso arriveranno i provvedimenti del Decreto Ristori bis. Ma intanto la Germania dalla scorsa primavera ha stanziato 284 miliardi di euro a sostegno di lavoratori, imprese, sanità, scuola, trasporti. In Italia invece sono stati circa 90, in Ftancia 110 ma in Gran Bretagna 201 miliardi.