Linfonodi reattivi e non reattivi, come riconoscerli e a cosa servono

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Uno dei primi segnali importante quando abbiamo problemi di salute è nei linfonodi. Consociamo meglio i linfonodi reattivi e capiamo come comportarci

Linfonodi reattivi adobestock

I linfonodi come sentinelle, i primi punti da palpare quando pensiamo di essere vittime di un  disturbo fisico. Nel nostro corpo ce ne sono circa 600 anche se molti sono insignificanti. Per questo dobbiamo puntare sui linfonodi reattivi che a differenza di quelli non reattivi possono essere un primo indicatore importante della nostra salute.

Esistono linfonodi superficiali come quelli ascellari, sottomandibolari, cervicali, laterocervicali,  inguinali. E poi anche quelli più profondi come i lombo-aortici. Tutti importanti per stabilire la salute di una persona, ma con alcune differenze. Se il linfonodo ingrossato è sopra la clavicola può essere il primo segnale concreto di un tumore, specialmente dai 40 anni in su. L’aspetto fondamentale è controllare se i linfonodi si presentano molto gonfi, aumentano le loro dimensioni e se sono duri al tatto. 

L’ingrossamento dei linfonodi in generale significa che il corpo ha reagito ad un’infezione oppure ad un virus. In questo caso sempre meglio una visita medica soprattutto se il linfonodo è gonfio e se l’area interessata si arrossa e provoca dolore al tatto. Vale anche per i bambini anche se nella maggioranza dei casi si tratta di problemi legati alle tonsille o ai denti.

Linfonodi reattivi: funzione, trattamento e cure

I linfonodi più importanti quindi sono quelli reattivi, cioè quelli che ad un esame con le dita ci sembrano aumentati di volume. In quel caso è consigliabile la palpazione da parte di un medico e un esame ecografico per verificare se è vero anche se di per sé questo non è un segnale di malessere grave. Vuol dire che i linfonodi hanno aumentato il loro volume normale per reagire dopo una minaccia di qualsiasi tipo, come un’infiammazione o una infezione.

I linfonodi reattivi si possono trovare in diverse zone del corpo. Solo con un’ecografia, esplorando struttura e forma, sarà possibile per il medico capire la causa della loro infiammazione. Ma questi  linfonodi  possono far provare una certa sensazione di dolore e presentare un certo rigonfiamento. A questo possono aggiungersi anche febbri acute e una certa perdita di peso.

Esistono cure per i linfonodi ingrossati? Sì, e dipendono esclusivamente dalle loro cause. Nel caso di infezione virale, una volta guarita quella il rigonfiamento dovrebbe rientrare automaticamente.

In caso di infezioni batteriche invece sarà necessaria una terapia antibiotica. E quando si tratta di di un ingrossamento di origine neoplastica, il medico valuterà se rimuoverlo con un intervento e successivamente sottoporsi ad un trattamento di chemioterapia o di radioterapia.