Sanremo 2020 | Junior Cally evita lo scontro: “Salvini, pesce grosso”

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Junior Cally contro Salvini, anche se indirettamente e con molta prudenza. A Sanremo 2020 si consuma il faccia a faccia tra il rapper e uno dei più influenti politici italiani.

Junior Cally Salvini
Sanremo 2020: continua lo scontro a distanza tra Junior Cally e Salvini (Foto: Instagram)

Quando ha accettato di prendere parte al Settantesimo Festival di Sanremo, probabilmente Junior Cally non si aspettava che i suoi testi e la sua musica avrebbero scatenato una simile polemica.

Certo, il rap nasce per provocare e far discutere, ma di certo Junior Cally non si sarebbe aspettato che uno dei maggiori esponenti della politica italiana si scomodasse per puntare il dito proprio contro di lui.

In una sua recente intervista, il rapper ha sottolineato quanto sia strano che la polemica intorno alla presunta istigazione alla violenza contenuta in alcuni suoi vecchi testi non sia nata subito. Infatti, dopo giorni dall’annuncio della sua partecipazione a Sanremo 2020 non c’erano stati commenti.

Il polverone si è scatenato dopo che Matteo Salvini ha parlato male di lui e ha messo alla berlina i suoi testi.

Qual è stata la reazione del rapper? La più prudente possibile, e sul red carpet di Sanremo 2020 ha sfilato come un vero e proprio gentleman (mascherato).

Junior Cally e Salvini: lo scontro a distanza

Tutto è cominciato il 19 Gennaio scorso, quando Matteo Salvini, con uno dei suoi soliti e popolarissimi Tweet, ha commentato in maniera molto negativa l’ammissione di Junior Cally a Sanremo 2020.

“Lo fai a casa tua, non in diretta sulla RAI e non a nome della musica italiana” aveva chiosato il segretario della Lega, in riferimento ai testi in cui il rapper alludeva alle donne come oggetti da “stuprare, violentare e sequestrare”.

Da quel Tweet in poi la partecipazione di Junior Cally a Sanremo ha sconvolto l’opinione pubblica che, forse per la prima volta, si rendeva conto di chi fosse il rapper mascherato che sarebbe sbarcato all’Ariston.

 

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Era accaduta la stessa cosa due anni fa, durante il Sanremo 2018: la canzone che poi fu incoronata vincitrice fu squalificata per una serata a causa di presunte irregolarità e plagio nonostante il fatto che i due cantanti, Ermal Meta e Fabrizio Moro, avessero spiegato in più occasioni l’intera questione ben prima dell’inizio del Festival. Eppure, anche in quel caso l’opinione pubblica sembrò cadere dalle nuvole.

In alcune recenti dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera, Junior Cally (al secolo Antonio Signore) ha messo in relazione la pubblicazione dei suoi testi sul Corriere, l’intervento a gamba tesa di Salvini e le polemiche che hanno costretto  il rapper al silenzio stampa per alcuni giorni.

Proprio in merito alla sua assenza dalle scene mediatiche Junior Cally ha spiegato: “Ho sentito il bisogno di tornare a casa dai miei. Il male più grande è stato quello psicologico.” Non è stato facile, ha ammesso, diventare nel giro di poche ore il “nemico pubblico numero uno”.

 

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 La percezione del rapper non è sbagliata. Contro di lui è partita una vera e propria crociata da parte delle donne italiane che hanno deciso di boicottare Sanremo 2020 facendo circolare la voce attraverso un hashtag.

Se al pubblico ha continuato a chiedere di esaminare solo il brano sanremese e non il resto della sua produzione, a Matteo Salvini il rapper ha saggiamente deciso di non rispondere. L’obiettivo è evitare passi falsi e non rischiare di riaccendere la polemica a pochissime ore dall’inizio del Festival.

“Io sono un cantante, non sono un politico. Matteo Salvini è un pesce grosso, quindi non credo che risponderò ai suoi attacchi”.

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