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8 marzo, le donne “stellate” del Premio Michelin 2019

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8 marzo donne
Antonia Klugmann, chef stellata (Getty Images)

In vista dell’8 marzo tante donne dell’alta ristorazione ricevono il Premio Michelin Chef Donna 2019. A parlarne è l’Atelier des Grandes Dames

L’8 marzo è ormai vicino, e quest’anno l’Italia porta a casa un bel risultato tutto al femminile: quest’anno infatti, sono 41 su 169 i ristoranti italiani guidati da donne e selezionati dalla Guida Michelin per ricevere le attesissime stelle della qualità culinaria. Sicuramente un motivo di vanto e orgoglio per il nostro Bel Paese, che sotto questo aspetto si accaparra un primato mondiale, ma c’è ancora tanto su cui riflettere. Infatti, in occasione del Premio Michelin Chef Donna del 2019 e proprio in vista dell’8 marzo, festa della donna, alcune chef dell’Atelier des Grandes Dames, hanno scelto di interrogarsi proprio sul lavoro e sul valore delle donne nell’alta ristorazione. Dalla Calabria al Friuli Venezia Giulia, passando per la Toscana, la Puglia e la Sicilia, tante sono le donne premiate anche quest’anno per le loro doti professionali e per il loro splendido esempio.

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8 marzo: ecco le donne del Premio Michelin

In vista dell’8 marzo, alle donne vincitrici del Premio Michelin è stato chiesto quanto significato ha questo ambito titolo e quale credono sia il valore del lavoro che svolgono quotidianamente. Per Caterina Ceraudo, la vincitrice calabrese, c’è ancora bisogno di associare al ruolo della donna in cucina un’idea di professionalità. La pensa in modo simile la triestina Antonia Klugmann, già famosa sul piccolo schermo per la sua partecipazione alla precedente edizione di Masterchef, che crede che il valore dato al lavoro delle donne permetta di affermare la propria esistenza. La vincitrice pugliese invece è una new-entry giovanissima, Solaika Marrocco, che spinge gli uomini che lavorano nella ristorazione a creare ambienti misti e a non aver paura di lavorare in squadre variegate. A chiudere la squadra di donne sono Katia Maccari, dalle colline toscane, e la ventinovenne Martina Caruso, dalla splendida Isola di Salina, che hanno deciso di fare dello stacanovismo il loro modus vivendi in cucina.