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Lo sport giusto per mio figlio

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Secondo l’UNICEF dai 5 anni in poi ogni bambino ha diritto allo sport. Il motivo è semplice: un’attività sportiva favorisce lo sviluppo fisico, intellettivo e psicologico di un bambino.

Premesso che la scelta deve tener conto in primis della volontà di nostro figlio, noi abbiamo comunque il ruolo di indirizzarlo, tenendo in considerazione diversi fattori legati all’età, alla costituzione, allo sviluppo fisico e alle sfumature caratteriali del bambino.
E’ proprio sulla base di queste ultime che andremo a fare la prima scelta: uno sport di squadra o uno individuale?

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Come scegliere lo sport giusto per nostro figlio?

Se ci troviamo davanti ad un bambino introverso, insicuro allora lo sport di squadra, almeno inizialmente, sarebbe azzardato. E’ preferibile optare per un’attività individuale, che lo metta alla prova e lo aiuti ad essere coraggioso e sicuro di sé, aumentando quindi la propria autostima.

Stessa cosa se nostro figlio è estroverso, troppo vivace e con poca capacità di concentrazione: l’attività individuale sarà utile per abituarlo a indirizzare tutte le sue energie verso un obiettivo preciso.

Generalmente il nuoto è tra i primi sport consigliati ma, se il bambino non è un amante degli ambienti acquatici, allora direi che ideali sono le arti marziali, il pattinaggio, l’atletica, la danza o la ginnastica artistica.

Al contrario un bambino vivace e con una spiccata autostima o un figlio unico, tendenzialmente non abituato alla condivisione, è idoneo ad uno sport di squadra come il calcio, la pallavolo, il basket ecc ..ecc.. Così imparerà a collaborare con gli altri compagni per raggiungere uno scopo comune.

Tutto ovviamente deve essere sostenuto da genitori, che devono vedere lo sport come momento ludico e non agonistico, e dall’allenatore che, oltre al ruolo di insegnare la tecnica e le regole di uno sport, è un vero e proprio educatore.

La frase che ogni genitore dovrebbe dire al proprio bimbo alla fine di una gara, che sia di squadra o individuale è:” TI SEI DIVERTITO? “
Di tempo per essere competitivi i nostri figli ne avranno!

Daniela Ducci