Come aiutare i bambini con i compiti a casa: le regole d’oro

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Le vacanze estive sono termite e le scuole sono tornate operative e con loro sono ritornati anche i compiti da fare a casa. Da sempre questo è un argomento molto dibattuto che ha notevole incidenza sulla vita familiare. Basta veramente poco per arrivare a pianti e urla ed il fine settimana si trasforma in una full immersion di libri e quaderni. Ecco perché vi proponiamo alcune regole per gestire al meglio questi momenti e rendere l’ora dei compiti gradevole e fruttuosa per tutti.

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Compiti a casa: le regole

Regola numero uno: genitori e insegnati devono avere un approccio simile e avere lo stesso metodo. Mai criticare l’insegnante. Entrambi devono trasmettere l’idea che i compiti sono importanti rappresentano un’opportunità di crescita perché permettono lo sviluppo della capacità di organizzazione nel bambino, impara a gestire la frustrazione e impara cosa voglia dire la fatica.

Regola numero due: evitare lo stress con buone abitudini, aiutare il bambino a fare i compiti senza troppi capricci o proteste. E’ importante stabilire quando fare i compiti un tempo preciso da dedicare loro che non ammette contrattazioni. Anche il luogo dove vengono fatti è molto importante. Deve infatti favorire la concentrazione non devono essere presenti distrazioni di nessun genere. Quindi niente stanze dove sono presenti televisori o giochi.

Regola numero tre: entrambi i genitori devono esserci ossia devono offrire sostegno e fiducia. Aiutare il bambino a sviluppare il senso di responsabilità e la capacità di applicarsi. E’ all’interno della famiglia che si costruisce il senso dell’autostima. E’ inoltre importante che il genitore fornisca aiuto al bambino quando questo si trova in difficoltà con un compito tutto senza rimproveri o urla.

Regola numero quattro: il bambino è il protagonista dell’esperienza scolastica e non il genitore. I genitori devono si essere presenti ma non sono loro ad andare a scuola. Ciò che devono fare è aiutare il bambino a capire che non si studia per fare contenti loro o la maestra, ma che lo studio rappresenta un momento di crescita e arricchimento personale.

Regola numero cinque: verificare se i capricci sono solo capricci o a volte le scuse che il piccolo fa per evitare i compiti sono dei segnali di una effettiva difficoltà. E’ utile verificare se la difficoltà è propria del bambino oppure deriva dall’esterno: compiti troppo difficili o un problema con l’insegnante. Una volta individuato il problema si possono trovare delle possibili soluzioni parlando con l’insegnante.

TERESA DI BENEDETTO