Diario di una mamma: Nulla va come deve andare…

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Ho passato tutta la giornata sdraiata sul divano. Un susseguirsi di sensazioni, emozioni, mi sembra di stare sulle montagne russe. Le contrazioni sono ancora irregolari. Ti muovi, ti sento più che mai e l’unica cosa a cui riesco a pensare è al parto. Più che al parto, penso al momento in cui ti metteranno tra le mie braccia.

La nonna mi osserva tanto, papà fa finta di niente, ma lo so che è agitato. E’ tutto pronto nel caso in cui tu decidessi di ‘bussare’ forte alla porta della vita.

dolori-addominali

Sono stanca, ma non riesco a riposare bene. Il dolore alla schiena è aumentato in modo esponenziale e non trovo una posizione che mi dia un poco di sollievo.

Sta calando la notte, è ora di andare a dormire. Sto controllando le contrazioni e ho la netta sensazione che ogni mezz’ora arriva una fitta. Ho deciso, vado a mettermi a letto così da avere la forza di affrontare il travaglio, perché lo so, tu stai arrivando e manca veramente poco.

Sto contando le pecore, non riesco a dormire. Sempre più ravvicinate le contrazioni, mi sa che tra un poco sveglio papà e la nonna per tornare in ospedale, mi avevano detto di fare così. Prima però vado in bagno, la vescica sembra scoppiare…. e invece ecco, sento un liquido caldo scorrermi lungo le gambe, un fiotto rosa. Ho rotto le acque.

Si son rotte le acque!

C’è qualcosa che non va, il liquido è quasi rosso. Papà mi guarda e mi dice, non c’è tempo per prepararti a dovere, dobbiamo correre subito. Un istinto che dovrebbe essere più mio che suo, ma intuisce che quel liquido quasi rosso è sintomi di qualcosa a cui non sappiamo dare ancora nome.

Inizia la corsa all’ospedale e in venti minuti siamo già arrivati. Il liquido continua a scorrere impietoso, sporcando tutto nonostante i mille asciugamani e l’enorme assorbente che ho messo.

All’accettazione spiego cosa è accaduto e nel giro di pochi minuti una dottoressa gentilissima mi fa accomodare nella stanza per le visite. Mi visitano e mi attaccano al monitoraggio e ciò che sento mi mette in allarme. Il tuo cuore è una furia, 180 battiti al minuto.

‘Signora dobbiamo fare il cesareo, il bambino è in sofferenza…è pericoloso un parto naturale, lei è emorragica’.

Nessun parto naturale, nulla va come deve andare.

Nel prossimo episodio: Un parto cesareo d’emergenza memorabile…