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Influenza in arrivo, il picco tra gennaio e febbraio

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Si sono già manifestate in Italia le prime forme influenzali o para-influenzali,ma il virus vero e proprio avrà il suo picco tra gennaio e febbraio 2016. Le ultime informazioni da CheDonna.it.

Ospedale (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)
Ospedale (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

Come sempre, il virus dell’influenza si manifesta in inverno, anche se l’autunno è la stagione dei primi virus para-influenzali con forti raffreddori, bronchiti, laringiti, febbre e spossatezza. Già diversi casi si sono verificati in Italia e tenderanno ad aumentare nel mese di dicembre, fino all’epidemia influenzale vera e propria tra gennaio e febbraio 2016. Lo comunica l’Istituto superiore di Sanità che in una nota informa:

“L’influenza è ancora al di sotto della soglia epidemica e solo pochi virus sono stati sinora isolati, per lo più in pazienti provenienti dall’estero. La stagione influenzale vera e propria, quindi, non è ancora iniziata. Come avviene ogni anno, ci aspettiamo che la curva inizi a salire nelle prossime settimane, per raggiungere un picco fra gennaio e febbraio. Perciò è questo il momento per proteggersi vaccinandosi”.

Secondo gli esperti dell’Istituto superiore di Sanità, quini, è questo il momento giusto per vaccinarsi contro l’influenza.

I medici sentinella della rete Influnet hanno comunicato che l’incidenza delle sindromi influenzali in Italia nell’ultima settimana monitorata (9-15 novembre) è di 0,78 casi ogni mille assistiti, per un totale di circa 47mila infezioni. Dall’inizio della sorveglianza gli italiani colpiti sono circa 193mila.

L’Istituto Superiore di Sanità ha anche lanciato l’allarme sul calo delle vaccinazioni contro l’influenza, che sono diminuite fortemente negli ultimi cinque anni. L’ISS scrive:

“Nella stagione 2009/2010 (la copertura vaccinale) si attestava infatti al 19,6% contro il 13,6% del 2014/2015. Due punti percentuali netti sono stati persi lo scorso anno. La copertura nel 2013/2014 si attestava, infatti, al 15,6%. Lo scarto maggiore nel quinquennio si registra tra la stagione 2009/2010 (19,6%) e la stagione 2011/2012 (17,8%). Siamo quindi tornati ai livelli di inizio anni 2000, quando le coperture vaccinali erano decisamente basse”.

Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi, ha spiegato:

“La causa del trend negativo è imputabile in parte a falsi allarmi legati a presunti danni da vaccino o impurità presenti in alcuni lotti”, ma “in nessun caso questi allarmi sono stati confermati. Anzi, ci sono diversi studi che mostrano un effetto protettivo del vaccino, sia fra i bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 2 anni (per i quali comunque la vaccinazione non viene raccomandata in Italia), che nelle persone a rischio di complicanze. In particolare, oltre a ridurre il rischio diretto di gravi complicanze, talvolta letali, insorgenti nel corso di un attacco influenzale, il vaccino è in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, come mostrato da studi sperimentali ed osservazionali condotti in diversi gruppi di popolazione”.

L’Istituto superiore di Sanità ha ribadito l’importanza delle campagne a favore della vaccinazione anti-influenzale, soprattutto per gli anziani e le persone affette da patologie croniche gravi, come i cardiopatici. L’Iss ricorda che il vaccino anti-influenzale in alcuni casi è un vero e proprio salvavita e permette anche di ottenere un risparmio nella spesa pubblica per i giorni di malattia evitati, la riduzione delle ospedalizzazioni e anche dei trattamenti con antibiotici.