MUSICA: Intervista esclusiva al cantante Luca Masperone

Luca MasperoneLa redazione di CheDonna, per la categoria Musica vi comunica che abbiamo intervistato in esclusiva Luca Masperoneun cantautore e chitarrista ligure che alterna l’attività musicale e artistica con quella di giornalista e di autore per diverse case editrici, oltre che di professionista nel campo della comunicazione d’impresa. In sostanza, spazia dalla musica alla radio, dalla poesia alla prosa. È inoltre il chitarrista solista del trio Clark Kent Phone Booth, nonché uno dei più stretti collaboratori di Pietro Nobile. Si è esibito in svariati festival musicali italiani ed è perfino giurato del PIVI, il Premio Italiano Videoclip Indipendente, organizzato ogni anno dal MEI.

Ecco l’intervista!

La musa ispiratrice e le influenze che hanno portato alla nascita di “Giochi di Maschera”?

Il desiderio di coniugare il mondo del cantautorato italiano con quello del rock anni ΄70 e fine anni ΄60, scrivendo testi liberi per quanto riguarda contenuti e lessico, e giocando con gli strumenti e gli arrangiamenti senza pormi limiti stilistici. Direi comunque che tutto è partito dal brano “Tenco”.

Brano che è un chiaro rimando a Luigi Tenco. Rientra nei tuoi punti cardine a livello musicale?

Sì, anche ideologicamente: è stato un artista libero, che attribuiva alle canzoni un ruolo importante, quello di arte con la quale esprimere idee, sia a livello di testo che dal punto di vista musicale. Un mezzo per fare riflettere e pensare. Il mio brano “Tenco” è quello da cui è partito tutto il progetto “Giochi di Maschera”: nel testo mi sono immedesimato in Luigi il giorno della sua morte, cercando di interpretarne i pensieri, le amarezze e i desideri. Naturalmente non ho la pretesa di aver letto ciò che davvero è passato per la mente di Tenco quella notte, forse si tratta più di quello che avrei pensato io trovandomi al suo posto. Da lì è nata l’idea di creare un album nel quale ogni brano raccontasse una storia diversa, e nel quale io assumessi differenti punti di vista, ecco il perché del titolo “Giochi di Maschera”.

Tu sei un autore poliedrico, ma quali sono state le difficoltà più grandi a emergere in campo artistico?

Beh, l’essere poliedrici, come dici tu, aiuta, perché ti permette di lavorare su progetti differenti e, man mano, di portare avanti quelli in cui credi di più e quelli che ottengono il riscontro migliore. In qualche caso le due cose coincidono pure! Le difficoltà naturalmente ci sono… se pensi che questo è un momento in cui c’è poco lavoro anche per chi fa un mestiere diciamo “normale”, ti lascio immaginare come la cosa si rifletta anche in campo artistico. Poi qualche personaggio politico sostiene: “La cultura non paga”. E l’ignoranza, invece, paga? (Come diceva anche il direttore artistico del PercFest Rosario Bonaccorso, ispirandosi a Vargas Llosa, Premio Nobel per la letteratura). A ogni modo la costanza e la volontà, unite alle capacità, se ci sono, e alla preparazione (da non sottovalutare) possono fare la differenza.

Un consiglio a chi vorrebbe calcare le tue orme?

Consiglierei di capire davvero cosa si vuole realizzare e ottenere attraverso la musica. Dopodiché concentrarsi esclusivamente su quegli aspetti che serviranno ad arrivare al risultato nel modo migliore possibile. Questo perché la musica è immensa: per fare un esempio, se uno volesse studiare tutti gli stili per chitarra elettrica e portarli tutti quanti al massimo livello, gli servirebbe l’intera vita (a meno che non sia Guthrie Govan, lui però ha iniziato a studiare a 3 anni ed è diventato famoso dopo i 35 anni, quindi comunque il suo bel tempo lo ha speso). Per quello è importante capire cosa si vuole ottenere: vuoi diventare un bravo cantante jazz? Ci saranno delle cose da affrontare e perfezionare che potrebbero darti quel risultato, altre magari molto interessanti ma che rischierebbero di rallentare la tua crescita e rendere dispersivo il tuo percorso.

Progetti futuri?

Mi piacerebbe riprendere uno scritto che avevo realizzato qualche tempo fa su Luigi Tenco e che era diventato un programma di radio teatro su Radio LifeGate con il bravissimo disc jockey e attore Basilio Santoro, per farlo diventare un vero spettacolo itinerante. Devo solo trovare il tempo di realizzare il progetto!

Silvia Casini

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