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Alice Gruppioni: investita durante il viaggio di nozze. Il killer voleva vendicarsi di uno spacciatore

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Molti non se la ricordano la vicenda drammatica che ha coinvolto una giovane coppia italiana in viaggio di nozze negli Stati Uniti. La giovane e novella sposa bolognese Alice Gruppioni fu uccisa sul lungomare di Los Angeles a Venice Beach, travolta da un’auto lanciata a 55 chilometri orari in una zona pedonale, il 3 agosto 2013.

Alice Gruppioni

A distanza di due anni, è iniziato il processo a carico dell’autista e secondo quanto sostenuto dal vice procuratore distrettuale, Victor Avila, l’investitore  Nathan Campbell avrebbe voluto investire uno spacciatore di metanfetamina per vendicarsi. In base alla ricostruzione dei fatti, Campbella aveva dato 35 dollari ad uno spacciatore, in cambio, una dose di metanfetamina. Malo spacciatore sarebbe poi scappato, provocando la  follia di Campbell che lo avrebbe riconosciuto tra la folla che stava sul marciapiede di  Venice beach per cui si è lanciato con la sua auto contro la folla “Tu tienilo d’occhio che io lo investo”, avrebbe detto Campbell al suo accompagnatore.
Il bilancio di quel gesto ha registrato ben 17 feriti e la vittima italiana che morì poco dopo per le ferite riportate alla testa.

Adesso l’uomo è accusato di omicidio volontario mentre i suoi difensori sostengono la tesi che l’uomo abbia perso il controllo dell’auto finendo sulla folla, tanto che secondo i difensori l’uomo avrebbe cercato in tutti i modi di evitare i pedoni, suonando il clacson.

Il vice procuratore distrettuale ha però respinto questa tesi assicurando che vi sarebbe un secondo testimone in grado di affermare che non ci fu nessun colpo di clacson: “Queste prove dimostreranno che Cambpell non ha solo ucciso Alice, ma l’ha assassinata”, ha affermato Avila.