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Sbarchi immigrati: oltre 11 mila persone in una settimana

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Con l’arrivo della bella stagione, riprendono più che mai gli sbarchi degli immigrati e le tragedie connesse. In poco meno di una settimana si sono registrati 11 mila migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. In ultimo, giovedì, sono stati soccorsi quattro gommoni e un barcone al largo della Libia, mettendo in salvo 574 persone, grazie ad un’operazione congiunta con la Marina Militare e la Guardia di Finanza e due mercantili.

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Non mancano ancora una volta le vittime tra cui 16 persone ustionate a causa dello scoppio di una bombola a bordo di un barcone e una donna morta per le ustioni. I feriti sono arrivati a bordo delle motovedette della Capitaneria di Porto che hanno portato a Lampedusa 89 eritrei e somali e sono state portate in elicottero dal 118 nei centri Grandi Ustioni di Palermo e Catania.
Inoltre, dopo una rissa a bordo di un barcone, scaturita da una discussione religiosa, durante una traversata, in questa settimana, sono stati gettati in mare 12 nigeriani e ghanesi cristiani in acqua. Tanto che le autorità italiane hanno fermato 15 uomini di nazionalità ivoriana, senegalese, maliana e della Guinea Bissau per omicidio plurimo, aggravato dall’odio religioso. E sempre nell’ultima settimana, ci è stato un naufragio che ha provocato 41 vittime.

Ma il vero scandalo proviene dall’Unione Europea che non intende potenziare l’operazione Triton, un dispositivo del controllo delle frontiere Frontex, subentrato all’operazione italiana Mare Nostrum, lo scorso ottobre, per monitorare il Mediterraneo e il salvataggio degli immigrati.
Immediata la reazione della Conferenza episcopale italiana (Cei): “L’Europa se ne lava le mani” ha denunciato il segretario generale Cei, mons. Nunzio Galantino, a Radio Vaticana, sottolineando che i Paesi europei si lavano “le mani di fronte ad una dramma che sarà sempre più insopportabile dall’Italia”.

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Quello degli sbarchi è un fenomeno che sta aumentando a causa dell’instabilità politica in Libia per cui i ministri degli esteri di Francia, Italia, Germania e Slovacchia hanno chiesto “l’intervento risoluto”, spiegando che “gli ultimi tragici eventi nel Mediterraneo richiedono una reazione forte e comune dell’Europa”, in quanto si tratta di una tragedia che riguarda l’Unione e che “richiede una risposta risoluta” così come “una politica migratoria comune e coerente”.
Lo stesso ministro degli esteri italiano, Paolo Gentiloni ha ribadito che il flusso migratorio nel Mediterraneo “non può essere solo un problema italiano”, sottolineando che “la Ue è la più grande superpotenza economica del nostro tempo e non è possibile che destini solo 3 milioni di euro al mese all’emergenza migranti, cifra veramente imbarazzante rispetto al budget europeo”.

L’Unchr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha invece comunicato che dall’inizio dell’anno ci sono stati 950 morti.