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Brambilla: carcere per chi mangia il coniglio!

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Chissà che in futuro non troppo lontano, il coniglio possa sparire dalle nostre tavole. Il perché di questo rischio? Nientemeno che a causa di una proposta di legge arrivata proprio in questi giorni in Parlamento.

Vediamo nei dettagli di cosa si tratta.

 Coniglio

 

E’ molto più diffuso di quanto possiate immaginare

La notizia farà sicuramente piacere a tutti gli amanti degli animali ed in particolare a chi, per propria scelta, ha deciso di eliminare completamente la carne dalla propria dieta (ovviamente parliamo di vegetariani e vegani). Un po’ meno piacere farà invece a tutti coloro che, una volta ogni tanto, sono abituati a mettere a tavola un coniglio, magari cucinato “alla cacciatora” con tanto di patate al seguito.

E’ infatti stata avanzata in Parlamento dalla ex ministra e attuale presidente della commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, nonché deputato, Michela Vittoria Brambilla, una proposta di legge per considerare, alla stregua di cani e gatti, anche il coniglio quale animale da compagnia, con tutti i diritti che il tenero batuffolo andrebbe a godere se tale proposta venisse accettata.

Secondo i dati più recenti risulta infatti che il coniglio è il terzo animale più diffuso all’interno delle case e delle famiglie del nostro paese dopo, appunto, cani e gatti. La legge attualmente in vigore, che vieta sul territorio nazionale il potersi nutrire di questi ultimi, qualora la proposta della Brambilla passasse, andrebbe ad applicarsi anche al coniglio. Di fatto, qualora fosse, chiunque venisse “pescato” a mangiarne, incorrerebbe in severe sanzioni penali che vanno da multe molto salate alla reclusione per un massimo di due anni. La proposta così recita: «Chiunque allevi, esporti, importi, sfrutti economicamente o detenga, trasporti, ceda o riceva a qualunque titolo conigli al fine della macellazione, o commercializzi le loro carni rischia da quattro mesi a due anni di carcere e una multa da 1.000 a 5mila euro per ciascun animale».

Il discorso va a comprendere non solo la macellazione ed il consumo di carne, ma anche tutto ciò che concerne la produzione e la commercializzazione di prodotti derivati dalla pelliccia di questo animale.

Per concludere la deputata ha inoltre incluso nella proposta una serie di obblighi per chi ha intenzione di tenere in casa un coniglio: registrazione all’apposita anagrafe con tanto di microchip e misure obbligatorie minime per la gabbia in cui l’animale deve essere “custodito”. Gabbia all’interno della quale non può essere costretto per tutto l’arco della giornata. Dovrà infatti essergli permesso di girare liberamente in uno spazio più ampio per almeno tre ore al giorno.

Che la proposta possa passare, in verità, ci sembra molto difficile soprattutto in questo momento nel quale le priorità per il Paese sono ben altre, ma fa comunque piacere pensare che, in un futuro magari non troppo lontano, anche questi simpaticissimi animaletti possano trovare la legge dalla loro parte.