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Armi, ennesima tragedia in Usa: tredicenne uccide il fratellino di 6 anni e poi si suicida

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Ancora una tragedia negli Stati Uniti provocata dalla diffusione delle armi per difesa. Un tredicenne ha ucciso il fratellino di 6 anni e si è poi suicidato.

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La vicenda è accaduta a Tampa, nelle vicinanze di Houston, in Florida, in un’ordinaria famiglia. Durante la cena è scoppiata una lite tra i due fratelli per un motivo banale, su cosa mangiare a cena. A quel punto, il tredicenne è andato a prendere la pistola sparando contro il fratellino che 6 anni che stava giocando nella sua camera, uccidendolo, poi contro il fratello più grande di 16 anni che è rimasto ferito e infine ha rivolto verso di sé l’arma e si è tolto la vita. Al momento della tragedia, la madre era al lavoro, mentre l’altro fratello, di 18 anni non era presente in casa.
Secondo quanto ha riferito il capo della polizia locale, la sparatoria è avvenuta a poca distanza da un’altra strage che si è verificata nell’agosto scorso, quando tre membri di una stessa famiglia e quattro uomini sono stati trovati morti.

“È un incubo quando si pensa all’età delle vittime”, ha detto lo sceriffo, riferendo che a dare l’allarme è stato, nonostante le ferite riportate, il ragazzo sedicenne.
Un caso molto simile a molti altri episodi e incidenti che si sono registrati negli Stati Uniti. Quello del porto d’armi è un fenomeno comune che sta diventando una piaga, tanto che lo stesso presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è sempre impegnato nel limitare il porto di armi. Emblematico nel 1999 la strage alla Columbine High School nel Colorado dove due studenti entrarono nella scuola e spararono all’impazzata uccidendo 12 studenti e due insegnanti. Il massacro fu narrato da un film documentario di denuncia intitolato “Bowling for Columbine” di Michael Moore del 003 vincitore di un premio oscar. A questa strage seguirono altri episodi di emulazione, alla Virginia Tech (2007) e alla Sandy Hook Elementary School (2012).
All’indomani di una sparatoria in una scuola, Obama sottolineò che “siamo l’unico paese sviluppato al mondo dove succedono queste cose” invitando ad un profondo esame di coscienza”: “La mia grande frustrazione è che in questa società non c’è la volontà di prendere alcune misure essenziali per tenere le armi da fuoco lontane dalle persone sbagliate. Non siamo di fronte ad un caso alla settimana, ma a una storia di tutti i giorni. Rispetto la tradizione e il diritto a possedere le armi ma è incredibile che non si riesca nemmeno a varare una legge che prevede i controlli preventivi su chi vuole acquistare delle armi”, dichiarò Obama.