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Giornata mondiale Acqua, Unicef: mille bambini muoiono ogni giorno per malattie legate a risorse idriche

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In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite, che si celebra il 22 marzo, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) ha ricordato che, di media, ogni giorno muoiono circa mille bambini per malattie diarroiche legate ad acqua non sicura, mancanza di servizi igienico sanitari o scarsa igiene.

An Indian woman fills a pot with drinkin
Se da una parte l’accesso all’acqua potabile è stato uno dei più grandi traguardi raggiunti tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, l’Unicef ha però evidenziato che per 748 milioni di persone nel mondo, riuscire ad avere solo l’accesso a questi servizi di base resta una sfida.

“Le tappe per l’accesso all’acqua potabile, dal 1990, hanno rappresentato progressi importanti nonostante le incredibili difficoltà. Ma c’è ancora tanto da fare. L’acqua è la vera essenza della vita e circa 750 milioni di persone, tra le più povere e ai margini, ancora oggi vedono negato questo diritto umano di base”, ha dichiarato Sanjay Wijesekera, Responsabile Unicef per i programmi all’Acqua e ai Servizi igienico sanitari.

Grazie al programma di sviluppo, dal 1990, ad oggi, circa 2,3 miliardi di persone hanno ottenuto l’accesso a fonti migliorate di acqua potabile, dimezzando la percentuale di persone che non hanno accesso. Un traguardo che è stato raggiunto 5 anni prima del 2015.
Tuttavia, in base ai dati, in soli tre paesi- Repubblica Democratica del Congo, Mozambico e Papua Nuova Guinea, più della metà della popolazione non ha accesso a fonti migliorate di acqua potabile.
Permangono anche molte diseguaglianze. Infatti, sulle 748 milioni di persone che non hanno ancora accesso all’acqua, il 90% vive in aree rurali e vengono escluse dai progressi realizzati dai propri paesi e il 70% della popolazione è priva di gabinetti e fognature.
Una situazione che si riflette anche sulla vita stessa dei bambini per la scarsa qualità dei servizi igienici sanitari, ma anche perché si tratta di zone esposte a rischi di violenza e attacchi. Secondo le stime, tra neonati  bambini piccoli, il 16% della mortalità a livello globale è provocata dalla diarrea. Inoltre, 400 milioni i bambini in età scolare che ogni anno si ammalano per colpa di parassiti intestinali, le cui conseguenze possono persino arrecare ritardi nello sviluppo cognitivo.

In totale sottolinea l’Unicef, in Africa ogni anno le persone spendono 40 miliardi di ore per andare a prendere l’acqua e la ricerca dell’acqua ricade per l’81% sulle spalle di donne e bambine.

Tra i risultati ricordati dall’organizzazione in Africa Sub Sahariana che nel 1990 aveva la più bassa copertura, dal 2000 sta ottenendo accesso all’acqua potabile con un tasso di 50.000 persone al giorno. Eppure in base alle time, ancora oggi, 2 persone su 5 dell’Africa Sub Sahariana, a livello globale, non hanno accesso all’acqua, ovvero 325 milioni di persone.
Ma l’accesso all’acqua potabile riguarda anche 112 milioni di persone in Cina e 92 milioni in India.

L’organizzazione sta pertanto continuando progetti con i Governi e i suoi partner per promuovere metodi innovativi per garantire a tutti accesso all’acqua sicura promuovendo anche la campagna sui social media con l’hashtag #wateris, per aiutare a diffondere consapevolezza sul tema.

Dal canto suo l’Onu ha invece evidenziato che il rischio per l’umanità sia la perdita del 40% delle riserve idriche entro il 2030.