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Tunisi, assalto al Museo Bardo: 18 morti tra i quali turisti italiani e diversi feriti

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A Tunisi c’è stato un assalto condotto da un gruppo armato al Museo Bardo, situato vicino al Parlamento, nell’ambito del quale ci sono stati 18 morti, tra i quali alcuni turisti italiani che facevano parte di un gruppo di turisti che erano in crociera.

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Un corrispondente inglese di Al Jazeera, Hoda Abdel-Hamid, ha twittato che Due italiani sono tra le vittime dell’attacco al museo del Bardo a Tunisi”, ma la notizia non è ancora stata confermata dalla Farnesina.

Secondo la ricostruzione dei fatti, un commando di 4-5 uomini, con uniformi dell’esercito, hanno aperto il fuoco contro un pullman parcheggiato davanti al Museo Bardo e uccidendo dei turisti. Successivamente il gruppo armato ha assaltato il museo prendendo in ostaggio decine di turisti. Dopo un paio di ore è stato condotto un blitz delle forze speciali tunisine che hanno ucciso due terroristi, arrestandone un terzo. Oltre alle vittime tra le quali anche bambini,  si registrano una ventina di feriti e una persona sarebbe stata arrestata in relazione all’assalto armato. Nel frattempo, lo Stato Islamico (Isis) ha rivendicato l’attentato.
All’interno del museo vi sarebbero stati almeno 200 turisti, tra i quali appunto un centinaio di italiani originari del Palermitano e del Trapanese e dipendenti del Comune di Torino.
“Siamo arrivati stamane a Tunisi da Palermo e alle 8 circa 200 persone sono salite sugli autobus per andare al museo”, racconta Alessandro Stefanoni, tecnico di Rainews che era a bordo della Costa Fascinosa.
“Sono giapponesi, russi e italiani, ci hanno spiegato che due o tre terroristi hanno aperto il fuoco contro un autobus ferendo l’autista tunisino. Sono entrati nel museo, hanno chiuso le porte e aperto il fuoco. Un accompagnatore è riuscito a far fuggire una parte degli ostaggi dalla porta posteriore”, ha poi aggiunto Stefanoni. Una coppia di romani di religione ebraica erano all’interno dell’edificio al momento dell’assalto dei terroristi e sono riusciti a scappare al di fuori del museo prima di essere visti dal comando che ha preso in ostaggio gli altri turisti.

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“Questa sarà una guerra lunga, dobbiamo mobilitarci a ogni livello, tutti insieme, contro il terrorismo. Serve unità nella difesa del nostro paese che è in pericolo”, ha dichiarato il premier tunisino Essid che alle 18hoo terrà un discorso alla Nazione.

“Indipendentemente dal giudizio che con più lucidità e calma che potremo dare nelle prossime ore, c’è un dato di fatto: laddove si cerca di aggredire le istituzioni democratiche, la cultura, la moderazione del governo tunisino, si colpisce ciascuno di noi. Per la presenza di italiani, ma anche per l’idea che tutti noi, senza distinzioni politiche, in questi anni abbiamo cercato di portare avanti”, ha commentato il premier Matteo Renzi, intervenendo alla Camera sul Consiglio Ue. Renzi ha poi ribadito “il nostro convinto sostegno al governo tunisino perché possa uscire da questa prova con forza con determinazione: l’Italia sarà al loro fianco”.

Aprendo il suo intervento, il premier ha rivolto “il nostro pensiero a ciò che in queste ore sta avvenendo in Tunisia. Un Paese che ha visto per primo lo sviluppo della primavera araba, e che primo e unico si è dotato di un quadro costituzionale innovativo, corroborato dallo svolgimento delle elezioni. Poche ore fa un attentato, la cui matrice è facilmente riconducibile ad un certo quadro di minacce, in un luogo simbolico, un museo, un luogo di cultura di un Paese arabo moderato. E vicino al Parlamento, luogo della democrazia, e in una cornice di minaccia con evidente riferimento alla grave crisi mondiale che stiamo vivendo”.