Crisi di mezza età per generazioni svantaggiate anche da politiche occupazionali

Nel pensiero comune ci sono alcune età critiche che per le donne coinciderebbe con il periodo della menopausa e per gli uomini spesso e volentieri con i cinquant’anni.
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Una recente indagine, citata da Repubblica.it, condotta da tre professori, tra cui Terence C. Cheng, dell’Università di Melbourne, Nattavudh Powdthavee della London School of Economics e Andrew J. Oswald dell’Università di Walwick e dell’Istituto per lo studio del lavoro (Iza) di Bonn, ha dimostrato quale sia in realtà la cosiddetta crisi di mezza età che comporta nel ciclo dell’uomo un periodo di rivoluzione interiore destinata all’accettazione dell’inesorabile invecchiamento.
In base allo studio condotto su migliaia di persone comprese tra i venti e i settanta anni in tre distinti paesi, ovvero Inghilterra, Australia e Germania, emergerebbe un grafico a forma di “U” che rispecchierebbe l’andamento della felicità nel ciclo delle età dell’uomo: ovvero che il picco di felicità è riscontrato sia nell’infanzia che nella vecchiaia mentre nelle “età di mezzo” vi sarebbero periodi di sofferenza più accentuati.
Secondo i tre ricercatori, l’età critica è stata individuata nella fascia tra i 40 e 42 anni. Un dato che in parte coinciderebbe con un’altra ricerca promossa da David Blanchflower del Dartmouth College, nel 2010 e che aveva individuato una media sui quarantasei anni.
Per cui, indicativamente, la tappa degli “-anta” sembra proprio non essere vissuta bene dalla popolazione mondiale.
Un articolo del Corriere.it, pubblicato lo scorso anno, che riguardava appunto la formula della crisi di mezza età individuata da questi tre ricercatori, evidenziava come i nati nei primi anni Settanta si trovano, in questo periodo, alle prese di uno stato di sofferenza. Ancor più significativo il fatto che al decadimento cognitivo che, secondo alcuni psicologi inizierebbe dopo i 45 anni, influendo sulla vulnerabilità esistenziale di un individuo, si aggiunge la grava crisi economica e occupazionale che sta colpendo il Vecchio Continente. Per cui, per la generazione appena entrata negli -anta o che si presta a farlo e che si rivela essere anche la più colpita e svantaggiata dall’avvio del processo di deregolamentazione del mercato del lavoro come emerso da uno studio promosso da eticaeconomia.it, non resta che mettersi l’anima in pace e aspettare, che con la crisi, passi anche il malessere esistenziale.

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