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Lunàdigas: le donne che hanno scelto di non avere figli

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Ci sono molti esempi di donne che decidono di non avere figli, sfidando spesso e volentieri le chiacchere di paese e i luoghi comuni o i commenti delle amiche sposate con uno o più figli sulla falsariga del “ti devi sbrigare altrimenti poi sarai troppo vecchia”.
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Al di là delle problematiche individuali che spesso e volentieri sono di rilievo privato e intimo, in questi ultimi anni, secondo i dati dell’Eurisko, il numero di donne che decidono di non avere figli sarebbe dieci volte superiore a quello degli anni Cinquanta.

Alcune donne non-madri hanno scelto di testimoniare le loro scelte che sono state raccolte in un documentario realizzato da due donne sarde, Nicoletta Nesler e Marilisa Piga. Il titolo del web doc, dal tono provocatorio, “Lunàdigas” è in realtà una parola sarda che sta a significare “le pecore che non si riproducono per via della luna storta”.

Essere donne anche senza figli

Il documentario oltre a testimoniare la decisione di alcune donne celebri, come Lea Melandri , Margherita Hack , Veronica Pivetti, Melissa P.  racconta le esperienze di molte altre donne più comuni che si svelano al grande pubblico. Emerge un ritratto straordinario del coraggio di molte donne che hanno deciso di vivere libere e senza costrizioni, sfidando un paese tradizionalista e soprattutto rivelano come spesso manchi la coscienza stessa che si può essere donne senza avere figli.
Una delle registe ha ricordato al settimanale l’Espresso che “il nostro paese ha il primato europeo di childfree, ovvero tra le donne nate nel 1965, circa il 24% delle donne non ha figli”.
Emblematica in tal senso, si rivela la testimonianza della grande astrofisica Hack, la quale racconta che con il proprio compagno “non abbiamo mai sentito questo desiderio”, sottolineando che “forse siamo rimasti bambini”. “La mia eredità? L’ho lasciata agli allievi, ne ho avuti tanti. Una persona dovrebbe mettere al mondo una creatura solo se sente veramente questo desiderio”,  ha poi aggiunto la Hack.
Ed è forse proprio questo ultimo concetto che molto spesso non viene compreso per cui il tema diventa volentieri oggetto di pregiudizi. Lunàdigas vuole far riflettere su questa “scelta” che nel pensiero comune viene considerata anomala o non viene accettata.

“Mi sono appassionata al progetto Lunàdigas perché credo che sia un’arma efficace per combattere l’uso che si continua a fare del corpo delle donne, trattato ancora come carta bianca su cui inscrivere i dogmi di una cultura ormai troppo arcaica. La non-maternità è un vero e proprio stigma sociale che spesso costringe molte donne, soprattutto le meno emancipate, a non scegliere liberamente se avere o meno dei figli. Io vengo dal Sud dove tutto questo è pane quotidiano: spero, con la mia testimonianza, di dare forza a tutte coloro che non riescono a ribellarsi e ad affermare le proprie volontà”, ha dichiarato Melissa P.

Pregiudizi

Alle giovani o non più giovani, la prossima volta che il vostro ginecologo suggerisce di sbrigarsi a fare figli, casomai affrontando anche costose analisi per misurare la vostra fertilità, costringendovi e mortificandovi perché altrimenti in vecchiaia resterete sole, una riposta questo documentario ve la potrà dare. Ma non solo. Sappiate che secondo alcune indagini, le donne che hanno deciso di non avere figli, hanno un’istruzione più elevata e uno stipendio migliore. E neanche a dire che resteranno sole in quanto il 56% delle donne che non sono madri hanno un partner.
In conclusione, è bello ricordare un antico proverbio africano che dice che i figli sono delle comunità e non delle madri e che tutte le donne della comunità sono chiamate alla loro educazione. Forse, in tal senso, ci chiediamo se non sia stata la stessa società occidentale e capitalistica, fondata sull’individualismo e il senso della proprietà privata, ad avere distorto i ruoli della donna, delle madri e dei figli.