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Canone Rai, dal prossimo anno diventa una tassa

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Pagare meno ma pagare tutti, questa la ratio che pare celarsi dietro il Contributo al servizio pubblico radio-tv, nuovo appellativo del tristemente celebre Canone Rai.

Dal 2015 alcuni cambiamenti significativi riguarderanno questo controverso tributo e CheDonna.it prova a spiegarveli in breve.

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Una tassa obbligatoria per tutti ma ridotta rispetto al precedente pagamento, così pare destinato a trasformarsi il vecchio Canone Rai. La polemica sicuramente non tarderà ad arrivare.

Il canone Rai diventa tassa, cosa cambia?

Il nuovo nome cela infatti il medesimo tipo di tributo e ne sancisce la trasformazione in tassa obbligatoria per tutti, a prescindere dal possesso di un televisore.

In effetti nel XXI secolo appare difficile che alcune famiglie in Italia accora non possedessero il piccolo schermo ma l’evasione del contributo era comunque assai elevata. Ecco dunque la soluzione trovata dal Governo Renzi e, in particolare, dal ministero dello sviluppo economico, attraverso il sottosegretario Giacomelli: un pagamento che, rispetto ai 113 euro precedenti, dovrebbe diminuire nettamente, oscillando tra i 35 e gli 80 euro, cifra da stabilire in base al reddito familiare ma che tutti gli italiani dovranno comunque elargire. Il versamento, come quello di molte altre tasse, dovrebbe avvenire attraverso modello F24 e, dunque, presso la banca, le poste o on line e non più dal tabaccaio o in ricevitoria.

Qualche cosa di semplice dunque e che, in teoria, dovrebbe far risparmiare chi già pagava il contributo ma non stentiamo a immaginare il polverone che la norma alzerà in breve tempo: quella che in effetti appare come una nuova tassa giunge infatti in un Paese già allo stremo delle forse e che dunque non apprezzerà l’idea di dover nuovamente aprire il portafoglio, poco conta poi se già avrebbe dovuto farlo in precedenza.

Chi di dovere mira a far passare la proposta nel più breve tempo possibile, così da renderla effettiva a partire dal 1° gennaio 2015: l’attesa dunque non dovrebbe essere lunga per scoprire come andrà a finire per il sempre tormentato Canone Rai versione XXI secolo.