STEVE JOBS: l’omaggio della sorella sul New York Times

MONA SIMPSON, SORELLA DI STEVE JOBS, SCRIVE UN ELOGIO DEL FRATELLO E RIVELA LE SUE ULTIME PAROLE –  Dopo la morte di Steve Jobs sono molti coloro che hanno preso carta e penna o, più in linea con il personaggio, tastiera e tablet per esprimere un una riflessione o, più semplicemente, dire addio: c’è chi, con la maestria di un giornalista, si è esibito in lunghe considerazioni, chi, con la semplicità del profano della scrittura, si è limitato ad un pensiero su Facebook, chi ha portato un mazzo di fiori allegando un biglietto con poche righe solo per dire grazie ma quasi tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo in fin dei conti sentito il bisogno di dire la nostra, di comunicare nell’immediato i nostri sentimenti.

C’è però chi ha invece scelto di pazientare, di prendersi il tempo necessario per elaborare ciò che sentiva nel profondo e metterlo poi nero su bianco: paradossalmente chi ha fatto questa scelta vive scrivendo o, meglio, ha fatto della scrittura la sua vita ma quando la base su cui redigere il testo dalla fantasia si trasferisce nella vita reale, tutto improvvisamente si complica, le parole non fluiscono come sempre e il foglio bianco stenta a riempirsi. Alla fine però la macchina da scrivere si è messa in moto ed è nato così L’elogio di una sorella a Steve Jobs:  un lungo articolo, pubblicato ieri sul New York Times a firma di Mona Simpson, quella che tutti conoscono come scrittrice ma che forse non tutti sanno essere la sorella del signore della Apple.

Strano come il destino avvicini due persone così diverse tra loro: lei che scrive con un’Olivetti si ritrova con un fratello visionario dell’informatica e dopo anni deve usare quella Olivetti per redigere l’elogio funebre di quel fratello andatosene troppo presto. Del resto Mona rimane una scrittrice e il suo mestiere lo conosce bene, così, quando si trova davanti quella pagina bianca, fa l’unica cosa che una scrittrice può fare: la regola d’oro vuole infatti che se non si sa da dove partire l’unica cosa è iniziare da sè stessi, così Mona inizia a raccontare… parla di come ha conosciuto il fratello, di chi era lo Steve Jobs fratello, di come per lui la via fosse tanto strabiliante da chiuderla dicendo semplicemente “oh wow,oh wow, oh wow“.

Queste sono state a quanto pare le ultime parole di Steve Jobs, le stesse scelte ieri da Mona Simpson per chiudere il suo elogio: potremmo ora descrivervi l’intero testo, parlarvi delle parole scelte o di ciò che l’autrice a condividere di condividere con il mondo invece di tenere per se ma le parole di chi con la penna vive hanno un valore speciale; riassumerle, parafrasarle, persino tradurle finisce inevitabilmente per alterarne la natura intima, personale, l’anima di chi quelle parole le ha pensate e poi trascritte. Abbiamo allora scelto di proporvi un link con il testo originale: chiamate allora un amico o un parente che vi aiuti con l’inglese nel caso in cui non foste esattamente anglofoni, perchè la bellezza di un simile testo sta proprio nella sua capacità di parlare al cuore e nella bravura di chi lolegge di andare oltre quelle lettere nere, scorgendo lo sforzo di chi le ha scritte come solo una sorella (e non una scrittrice) sa fare.

L’elogio di Mona Simpson a Steve Jobs.

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