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YARA: IL PM ERA IN FERIE

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La vicenda della piccola Yara si tinge di ridicolo

Oggi dovrebbe essere un giorno carico di notizie, perchè pare che verrà resa pubblica la prima relazione sull’autopsia di Yara Gambirasio. Nel frattempo la ragazzina che su Facebook, Marta C., si spacciava per la sua migliore amica e affermava che “Qui ci conosciamo tutti“, ha cancellato il suo profilo, mentre la polizia sembra averle dato un volto.

Intanto la vicenda assume contorni da burla: nei primissimi giorni dalla sparizione della ragazzina di Brembate, il magistrato Adriano Gallizzi se ne andava in pensione, lasciando il fascicolo di Yara sulla sua scrivania. Quella stessa sera il fascicolo arriva sulla scrivania della dottoressa Ruggeri. Gli inquirenti non proferiscono parola, sapendo benissimo che i primi giorni sono quelli cruciali, se si vuole ritrovare viva una persona.

Arrivano giornalisti da tutta Italia, si fa fatica a trovare spazio, ma i taccuini non annotano una notizia che sia una. Il motivo è semplice: non c’è nulla da dire, al di là di un pronotisco che si rivelerà tragicamente sbagliato: «Yara è viva? Per noi sì, non ci sono indicazioni contrarie» afferma Meroni. Una dichiarazione che la straziata madre di Yara rinfaccerà spesso agli inquirenti: “Perchè ci avete detto che era viva?”.

E mentre partivano le ricerche, la dottoressa Ruggeri ha ben pensato di andare in ferie, sperando di tornare più fresca per riprendere il caso. Da lì, sono piovute critiche contro i molti volontari bergamaschi ritenuti incapaci di scovare il corpicino. Anche loro, effettivamente, si erano presi dei giorni di ferie dopo la drammatica scomparsa della giovane. Ma per cercarla, gratis.

Un vecchio detto enunciava: “Mentre a Roma si discuteva, Sagunto fu espugnata“. Niente di più pertinente.