I colori del passaporto sono tutti diversi, il motivo è storico, geografico e culturale

Se siete dei viaggiatori frequenti avrete sicuramente notato che i colori dei passaporti sono tutti diversi e questo non è dettato dal caso ma ha delle motivazioni ben precise

In coda in aeroporto mentre sei in attesa di salire sul tuo aereo, ci si pone davvero tanti quesiti esistenziali e lo sguardo vaga un po’ perso nel vuoto, un po’ spazientito e ci capita di osservare gli altri passeggeri che tengono tra le mani i loro passaporti.

Passaporti di diversi colori: blu, verde e rosso
I colori del passaporto sono tutti diversi, il motivo è storico, geografico e culturale – CheDonna.it

Personalmente mi è capitato spesso di chiedermi che cosa significhi un passaporto di un determinato colore, ne ho visti di verdi, di rossi e di neri. Qual è la motivazione specifica? Perché in effetti c’è.

Perché i passaporti hanno colori diversi? La spiegazione c’è

Ogni Paese sceglie il colore del proprio passaporto con attenzione, e dietro questa scelta ci sono motivi storici, culturali e persino geografici. Non si tratta quindi di una scelta casuale o di un capriccio, dietro quel colore vi è l’identità del popolo, la storia, la cultura e le relazioni con altre nazioni. Ogni colore ha quindi un suo significato e ora vedremo qual è.

Il colore più comune al mondo tra i passaporti è il rosso o il bordeux. Il nostro passaporto ad esempio è di questo colore, come molti altri Paesi europei. Questo colore rappresenta unità e tradizione ma è anche il colore dei luoghi con un importante passato artistico e culturale.

Passaporti bordeaux e blu in fila
Perché i passaporti hanno colori diversi? La spiegazione c’è – CheDonna.it

È il colore anche di Paesi come la Turchia e la Cina è infatti anche associato alla rivoluzione e al potere. Un colore che ho visto di frequente e che mi ha subito affascinato è il passaporto nero. Sono quelli meno comuni di Paesi come la Angola e alcuni Stati africani, ad esempio il Botswana, ma anche della Nuova Zelanda, è il colore dell’eleganza e del potere.

Il passaporto blu è il colore dei Paesi del continente americano, ad esempio gli Stati Uniti il Canada e il Brasile. È connesso alla libertà, all’esplorazione di nuovi luoghi, il blu rammenta anche il colore dell’oceano, dei navigatori, dei viaggi. Anche il Regno Unito, dopo la Brexit, è tornato a un passaporto blu per segnare la distanza dall’Unione Europea: prima era bordeaux. Il passaporto verde è quello dei Paesi islamici, è il colore della spiritualità. Come ben noto è anche il colore della natura, ed è il colore scelto da alcuni Paesi dell’Africa occidentale come la Nigeria.

Quando nasce il passaporto italiano e qual è il più potente del mondo

Il passaporto italiano nasce nel 1967 in modo ufficiale, prima avevamo solo documenti di viaggio o lasciapassare. Il suo aspetto è stato normato dal Decreto ministeriale del 29 novembre 2005, con la copertina con lo stemma della Repubblica italiana e le iscrizioni in oro.

Ogni dettaglio estetico è stato poi disposto nella Gazzetta Ufficiale: la caratteristica delle pagine, microlamature, materiali, grammature della carta, e anche come questo debba reagire alla luce UV. Ovviamente ogni dettaglio è studiato per evitare che venga contraffatto.

Primo piano di un passaporto italiano
Quando nasce il passaporto italiano e qual è il più potente del mondo – CheDonna.it

Il passaporto più potente al mondo è quello di Singapore, il Giappone è al secondo posto. Medaglia di bronzo per l’Italia con Francia, Germania e Spagna, insieme a Finlandia e Corea del Sud, con accesso a 192 destinazioni senza obbligo di permesso. Al quarto posto ci sono sette paesi dell’UE: Austria, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia; ognuno con libero ingresso in 191 destinazioni, grazie al potere dell’area Schengen.

Al quinto posto per cinque Paesi: Belgio, Nuova Zelanda, Portogallo, Svizzera e Regno Unito, tutti con accesso senza visto a 190 destinazioni. Sesto posto per Grecia e Australia (189); settimo per Canada, Polonia e Malta (188); ottavo per Ungheria e Repubblica Ceca (187); nono per Estonia e Stati Uniti (185); infine decimo per Lituania, Lettonia, Slovenia ed Emirati Arabi Uniti (185).

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