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CINEMA: Trailer di “Urge” di e con Alessandro Bergonzoni

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URGE_stills_12Esce il 3 marzo in sala distribuito da EXIT Med!a, Urge di e con Alessandro Bergonzoni, per la regia di Riccardo Rodolfi (suo collaboratore da oltre trent’anni). Tratto dall’omonimo successo teatrale, il film è la ripresa del monologo con cui l’attore-autore bolognese si scaglia, artisticamente e civilmente, contro le vacuità e le metastasi culturali della società di massa. Realizzato con cinque cineprese in alta definizione, che restituiscono punti di vista inediti, Urge il film diventa altro e va oltre lo spettacolo teatrale.

Il film avrà un percorso di proiezioni e incontri con il pubblico che avranno inizio con l’anteprima aperta al pubblico di martedì 1 marzo a Roma, presso il Cinema Farnese Persol di Campo de’ Fiori (dove sarà in proiezione anche il 15 e il 29 marzo), alle ore 18:30 e alle ore 20:30, alla presenza di Alessandro Bergonzoni che saluterà il pubblico. Il film sarà quindi presentato nei cinema delle principali città italiane, a partire da giovedì 3 marzo anche a Trento, Gorizia, Udine, Firenze, Torino, Pisa, Mantova, Padova e Bolzano. Quindi, il 5 marzo a Bologna (Cinema Lumiere, alla presenza di Bergonzoni) e domenica 6 marzo a Milano (Cinema Anteo). Lunedì 7 marzo è la volta di Cesena (Cinema Eliseo), alle ore 20:30 alla presenza di Bergonzoni e a Cagliari il film approda il 7 e 8 marzo al Greenwich. Mercoledì 9 marzo Bergonzoni presenterà di persona il film a Milano alle ore 21:00 al Cinema Anteo e alle ore 21:45 al Cinema Beltrade e saluterà in serata con una telefonata il pubblico di Bergamo del Cinema Conca Verde. Il 9 marzo il film sarà anche in proiezione al Miela di Trieste.

Lo spettacolo, che in tre anni ha visto 280 repliche teatrali in tutta Italia, anche in Svizzera, Germania e Spagna, è un urlo contro il piccolo, l’innocuo, il semplice non-so: urge grandezza non mania di grandezza, urge fantasia. Attraverso un profondo lavoro sulla voce e sul pensiero, sulla scrittura e sul corpo, Bergonzoni fa viaggiare attraverso i suoi temi più cari – l’altro, l’oltre, il rimbalzo della norma, il gioco di specchi – e incita a fare voto di “vastità”. Ma cosa è la “vastità”? Questa è la domanda che Bergonzoni pone allo spettatore, la cui risposta si trova nell’aprirsi all’incommensurabile, all’invisibile, all’incredibile, all’onirico, per uscire da abitudini mentali indotte dalla selva di discorsi in cui tutti ci troviamo immersi.