Cina: la gravidanza la pianifica l’azienda

Una notizia shock dalla Cina.

Gravidanza (Thinkstock)
Gravidanza (Thinkstock)

In un’azienda cinese le donne occupate potranno fare figli soltanto seguendo un calendario aziendale. La notizia è stata pubblicata dai siti web di BBC News e Asianews. CheDonna.it ve la riporta.

Pianificazione aziendale delle gravidanze

Le donne lavoratrici che decidono di avere dei figli sono spesso discriminate e sottoposte a mobbing. In Italia capita che siano costrette a firmare una lettera di dimissioni in bianco quando vengono assunte, lettera che i datori di lavoro useranno quando le donne rimarranno incinte per poterle licenziare senza problemi. Una pratica assolutamente illegale, mentre il licenziamento è nullo.

Dalla Cina, Paese dove i lavoratori sono sottoposti frequentemente a turni di lavoro massacranti e privati dei loro diritti, giunge una storia inquietante.

Un’azienda di Jiazou, nella provincia di Henan, che opera nel settore finanziario, avrebbe diffuso una circolare tra le proprie lavoratrici imponendo loro di pianificare le eventuali gravidanze secondo un calendario aziendale. Chi non si adeguerà e farà figli al di fuori del periodo stabilito andrà incontro a pesanti sanzioni.

Le donne che lavorano nell’azienda, scrive la BBC, devono fare domanda per ottenere “un posto nel calendario delle gravidanze” e possono presentare richiesta in merito solo le donne sposate che siano state assunte da più di un anno; le uniche dunque che saranno autorizzate a concepire un figlio e solo nel periodo indicato. Per chi trasgredirà questa direttiva, rimanendo incinta senza autorizzazione, ci saranno delle conseguenze: una multa di 1.000 yuan (circa 150 euro), la perdita del bonus di fine anno e della possibilità di fare carriera, fino a rischiare il licenziamento.

Una imposizione agghiacciante, che limita completamente la liberà personale delle lavoratrici e pretende, tra l’altro in modo assurdo, di controllare un fenomeno naturale come la gravidanza che non può essere fino in fondo controllato. Inoltre, pur accettando la pianificazione, non è detto che una donna rimanga incinta nel periodo concordato. Non è certo come fare il piano delle ferie. Tutti sanno benissimo che per le donne non sempre è facile rimanere incinte, alle volte può volerci molto tempo o si devono seguire delle cure. Non è e non può essere una cosa a comando. “Nessuno può garantire di rimanere incinta secondo il calendario: è una politica del tutto sconsiderata”, ha affermato una dipendente, rimasta anonima, dell’azienda cinese.

La circolare sulla pianificazione familiare dell’azienda di Jiazou è stata pubblicata su internet, in Cina, scatenando un acceso dibattito e molte polemiche. I vertici dell’azienda si sono giustificati spiegando che il documento non contiene nessuna imposizione, ma che si tratta solo di una bozza fatta circolare tra le lavoratrici per raccogliere i loro pareri e poter organizzare un piano. Un dirigente ha infatti spiegato che l’azienda ha da poco assunto molte donne giovani e la preoccupazione è che vadano tutte in maternità nello stesso periodo, lasciando l’azienda senza personale attivo. Per questo, ha aggiunto, si è posta la necessità di un piano, in modo che le donne “si mettano d’accordo con i superiori per stabilire quando rimanere incinte“. Il dirigente ha comunque concluso che la circolare sarà “ritirata se non ha il sostegno del personale”.

Il caso, però, è sorto lo stesso e molto probabilmente questo parziale dietrofront dell’azienda è dovuto al clamore suscitato. Intanto, un funzionario del locale Ufficio di pianificazione familiare ha dichiarato che la decisione dell’azienda è “fuorilegge, perché viola i diritti riproduttivi delle impiegate”. L’ufficio, tuttavia, segue la stessa politica nel campo del settore pubblico.

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