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Omicidio Meredith: bagno di folla e giornalisti in Cassazione

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E’ iniziata la pubblica udienza in Cassazione per il processo sull’omicidio di Meredith Kercher: la V sezione penale è stata presa d’assalto da una folla di giornalisti per cui il presidente della Sezione ha dovuto disporre il trasferimento dei lavori nell’aula magna del Tribunale.

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L’udienza ha preso il via con il giudice relatore Antonio Paolo Bruno che ha ripercorso tutte le tappe della vicenda. Sono stati illustrati anche i motivi di ricorso presentati dai difensori dei due imputati, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, contro la sentenza emessa il 30 gennaio 2014 dalla Corte di Assise di Appello di Firenze, in sede di rinvio, che inflisse ad Amanda 28 anni e mezzo di carcere e a Sollecito 25 anni.  Al termine della relazione, il sostituto pg Mario Pinelli svolgerà la requisitoria.

Knox e Sollecito furono arrestati dalla polizia il 6 novembre del 2007 e condannati in primo grado per poi essere assolti in appello nell’ottobre del 2011 e scarcerati. La sentenza fu però annullata dalla Cassazione, il 26 marzo del 2013 e successivamente vi fu la nuova condanna con la quale è stato anche disposto il divieto di espatrio per Sollecito.
Presente in aula, l’imputato Sollecito che è apparso molto teso e non ha voluto parlare con i tantissimi cronisti presenti.
Se la Cassazione confermasse la sentenza di condanna emessa lo scorso anno si metterebbe un termine al processo, mentre se vi sarà l’annullamento delle condanne, ciò comporterebbe una riapertura del processo.
L’avvocato della famiglia Kercher Francesco Maresca ha dichiarato che se “oggi verrà fatta giustizia, se sarà confermata la condanna”.

Amanda è rimasta negli Usa e se i ricorsi dovessero essere respinti le pene diventeranno definitive: in tal caso il dispositivo verrebbe trasmesso dalla Corte alla procura generale fiorentina che dovrà attivare le procedure per l’arresto di Sollecito e quelle per l’estradizione della Knox.