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Italia snodo per traffico illegale animali selvatici. Appello Lav ad impegno del governo

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In occasione del “World wildlife day” (Giornata Mondiale della fauna selvatica)  dell’Onu che si è celebrato lo scorso 3 marzo, la Lega Antivivisezione (Lav) ha lanciato l’allarme sul traffico illegale di animali selvatici.

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Secondo i dati, l’Italia sarebbe il paese europeo con i più alti numeri relativi a questo tipo di traffico che, a livello internazionale, in base ai dati della Nazioni Unite, rappresenta un giro di affari che si aggira tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari (circa 9 miliardi di euro).

Una vera e propria emergenza planetaria per la Lav che ha lanciato un appello al governo italiano, ricordando che “sono urgenti misure straordinarie, si devono introdurre il reato di traffico illecito di specie protette e nuove pene detentive”.

“La perdita di habitat e il commercio illegale, invece di diminuire risultano in grave crescita e minacciano la sopravvivenza di decine di specie: una realtà che ha precise responsabilità a livello politico, normativo e preventivo”, ha sottolineato la Lav, spiegando che “L’Italia è un Paese cruciale per i trafficanti e dunque è indispensabile che proprio dal nostro Paese sia rilanciata, al più presto, una concreta politica finalizzata ad arginare questo business illegale, con misure straordinarie come l’introduzione del reato di traffico illecito di specie protette e nuove pene detentive”.

Nel mirino dei trafficanti vi sono gli elefanti africani, per cui negli ultimi 10 anni il numero di elefanti africani uccisi illegalmente è raddoppiato e la quantità di avorio sequestrato è triplicata (l’avorio è venduto a circa 600 euro al kg).  Nel 2013 i bracconieri hanno ucciso 22mila elefanti. Anche il numero delle tigri nel mondo, in poco meno di un secolo, è passato da 100mila a 3500 esemplari e il bracconaggio è responsabile di almeno il 78% della decimazione delle tigri di Sumatra. Le ossa delle tigri sono vendute a circa 900 euro al chilo.

“L’Unione Europea è uno dei protagonisti più importanti del traffico illegale di specie protette e derivati e l’Italia detiene un elevato record negativo per la cattura, per l’uccisione e la commercializzazione di specie di fauna e flora protette, in particolare per il transito verso l’Asia e l’Africa”, ha evidenziato la Lav, auspicando che “questi crimini diventino una priorità di contrasto di Europol, con un coordinamento strategico delle polizie degli Stati Membri, come recentemente indicato dalla Commissione Ue”.

Messaggio di Ban Ki Moon su traffico animali selvatici

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon ha ricordato in un messaggio che “il commercio illegale di fauna e flora selvatica è diventato una forma sofisticata di criminalità transnazionale, paragonabile ad altri esempi perniciosi come il traffico di droga e di esseri umani”, sottolineando che questo commercio “è trainato dalla crescita della domanda, e spesso è facilitato dalla corruzione e da governance deboli. Ci sono forti evidenze di un maggiore coinvolgimento del crimine organizzato e di gruppi armati”.
Ban Ki-moon ha pertanto invitato i governi a rafforzare le loro leggi e rivolgendo una appello anche alle aziende e agli stessi consumatori, che possono svolgere un ruolo importante rifiutando di comprare o vendere all’asta avorio illegale o corno di rinoceronte, e chiedendo che i prodotti provenienti da oceani o foreste tropicali siano stati ottenuti legalmente e in modo sostenibile. È tempo di fare sul serio per i crimini contro la natura.