Emma Bonino: la caparbietà di una donna piemontese

Una donna forte, intelligente, caparbia e determinata come sanno essere le donne piemontesi. Classe 1948, Emma Bonino , esponente di spicco del movimento dei Radicali, ha ricoperto non solo varie cariche nelle istituzioni italiane tra cui in ultimo quella di Ministro degli Esteri sotto al Governo Letta ma anche quella di Commissario Europeo.

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Emma Bonino è l’unica italiana che la rivista americana Newsweek ha inserito nell’elenco delle “150 donne che muovono il mondo”, per il suo impegno internazionale nei diritti umani e la lotta contro la pena di morte, tanto da essere stata ideatrice e promotrice della Corte Penale Internazionale.

L’impegno internazionale di Emma Bonino

Quella giovane donna, originaria della campagna di Bra, nella provincia di Cuneo, che si laurea in Lingue e letteratura straniera a Milano, in piena stagione delle lotte operaie con una tesi su Malcom X, inizia poco dopo la sua carriera politica impegnandosi per il diritto dell’aborto e successivamente entrando nel Partito Radicale con il quale a soli 28 anni, nel 1976, viene eletta alla Camera.
Negli anni, non sono mancati i suoi numerosi impegni a livello internazionale per i diritti civili. Ultimamente, quando era ministro degli esteri, Emma Bonino è stata cruciale per il caso dei Marò, i due fucilieri italiani, accusati dell’omicidio di due pescatori indiani nel gennaio del 2012. Non ha avuto timori, sfidando le istituzioni europee e le Nazioni Unite, avviando numerose richieste sul piano internazionale, in difesa del diritto dei due militari italiani che, in India, all’epoca dei fatti, erano impegnati in operazioni antipirateria.

Emma Bonino non si ferma davanti alla malattia

Una donna dalla morale forte che non arretra né tantomeno si fa intimorire da una grave malattia che l’ha colpita. Infatti, Emma Bonino in un’intervista rilasciata questa settimana a Radio Radicale ha rivelato di essere malata di un tumore al polmone: “E’ una forma localizzata e ancora asintomatica, ma richiederà un trattamento lungo e complesso di chemioterapia che è già stato iniziato e che durerà almeno 6 mesi”, ha dichiarato la radicale.
Ma in linea con la sua personalità, Bonino ha anche aggiunto che non intendere interrompere la sua attività politica, perché afferma: “Da una passione politica non ci si può dimettere, però è chiaro che le mie attività dovranno essere organizzate in base alle esigenze mediche cui è necessario dare in questo momento una priorità assoluta, cosa non facile anche per me”.

L’auspicio di Emma Bonino

L’ex ministro degli Esteri ha poi auspicato che gli operatori dei media rispettassero questa situazione “senza mettersi a fare indagini o robe varie”, ringraziando anche “gli operatori che nei momenti più difficili mi sono stati accanto nel limite delle loro possibilità”, soffermandosi in particolare a ringraziare “Antonella Rampino, Giovanna Casadio, Stefano Folli, Stella Pende, pochissimi altri, oltre che la stampa straniera”.
Inoltre, la Bonino ha poi aggiunto altri due commenti, il primo dedicato “a tutti coloro che in Italia e altrove affrontano questa o altre prove voglio solamente dire che dobbiamo tutti sforzarci di essere persone e di voler vivere liberi fino alla fine, insomma io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia, dobbiamo solamente pensare che siamo persone che affrontano una sfida che è capitata”.

Infine, rivolgendosi agli ascoltatori, la Bonino ha ricordato che dovrà ridurre la sua attività, sperando però “che il vostro affetto e incoraggiamento si trasformino in iscrizioni ai radicali e al Partito Radicale, che possono essere simpatici o meno, non li avete mai apprezzati moltissimo, ma forse è arrivato il momento di dirvi che le battaglie che portiamo avanti, che portano avanti, magari oggi sembrano marginali ma invece sono fondamentali per la vita di tutti e per la democrazia, in particolare in questo momento così difficile per il mondo”.
“Vi ringrazio tutti quanti e spero che magari per una volta mi ascoltiate sul serio, grazie ancora, buon giorno e buon anno a tutti”, ha poi concluso l’esponente dei radicali.