CINEMA: Intervista a Hisaishi Joe, compositore delle musiche del film “La città incantata”

Manifesto_EVENTO_cittaincantata_LRES-page-001Nato il 6 dicembre 1950, Joe Hisaishi ha iniziato la carriera studiando musica all’università di Kunitachi. Nel 1981 ha inciso il suo primo album, Mkwaju, una miscela di valzer metallico e sonorità contemporanee. E’ stato grazie a Hayao Miyazaki se, nel 1984, Joe Hisaishi ha cominciato a sfruttare appieno tutto il suo talento. Con Nausicaa, è diventato il compositore ufficiale del maestro del cinema giapponese d’animazione. Nel corso dei diciassette anni di collaborazione, i due uomini hanno esplorato insieme una vasta gamma di stili epici, armonicamente complessi e ingenui. Nel 1991, lavorando a A Scene at the Sea, Joe Hisaishi ha incontrato l’altro mito del cinema giapponese contemporaneo, Takeshi Kitano. Il creativo musicista ha assorbito in pieno lo stile del regista e ha prodotto delle colonne sonore che riecheggiano immagini d’immortalità. Con un’immensa quantità di opere al suo attivo (cinquanta album che comprendono composizioni personali, colonne sonore per il cinema e la televisione e opere sperimentali) Joe Hisaishi è un musicista molto popolare in Giappone. Di recente si è fatto conoscere anche all’estero componendo le musiche per il film Little Tom Thumb, del regista francese Olivier Dahan.

Per la colonna sonora de La città incantata ha usato una tavolozza più varia del solito. Una miscela di Gamelan, la musica folcloristica di Okinawa e di suoni orchestrali.
Per quanto riguarda la colonna sonora portante del film, non ero certo che fosse necessaria un’intera orchestra. Per interpretare le emozioni di Chihiro era sufficiente il pianoforte. Tuttavia, per far emergere il volume e la consistenza di un universo visivo così ricco, l’orchestra era indispensabile. Hayao Miyazaki attribuisce una grande importanza alla melodia dell’architettura e della campagna. Per aggiungere qualche nota più calda alla colonna sonora, abbiamo deciso di registrare un concerto dal vivo invece che in sala d’incisione. Comunque, le mie scelte artistiche trovano le loro radici nella musica balinese, nelle canzoni folcloristiche di Okinawa, nella musica del Medio Oriente e dell’Africa. C’è una certa disparità nell’opera che potrebbe apparire priva di logica, ma ho pensato che sarebbe stato importante aprire la musica del film ad altri universi considerando anche l’enorme apertura delle immagini che sono popolate da centinaia di divinità.

E’ stato difficile sottolineare e far risaltare i sentimenti e le emozioni di una ragazzina di 10 anni?
Sì, è stato molto complicato, ancor più dell’aspetto prettamente tecnico. E’ una cosa che mi ha ossessionato. Alla fine ho fatto la scelta giusta ricorrendo soprattutto al pianoforte e ad uno o due strumenti a corda, per mettere in risalto la tranquillità e far risaltare il contrasto con il caos delle emozioni di Chihiro. La scena nella quale Chihiro prende il treno per andare da Zeniba è, credo, la scena preferita da Miyazaki. La musica che l’accompagna si chiama “The Sea” (Il mare). A Miyazaki è piaciuta moltissimo perché ha trovato che nella sua semplicità, nostalgia e modestia riesce a catturare al meglio le condizioni mentali di Chihiro. Credo che questo film riuscirà a coinvolgere tutti gli spettatori, perché ognuno di noi si sentirà in un modo o nell’altro toccato nel profondo. Tuttavia, Miyazaki aveva delle idee ben precise e ha rifiutato l’idea di trasformare la protagonista in una divinità. Per me la difficoltà maggiore è venuta dalla moltitudine di emozioni che dovevano essere espresse. Non si trattava semplicemente di eroismo o romanticismo perché La città incantata contiene moltissimi messaggi diretti sia ai bambini che agli adulti. Per comporre un brano come “The Sea”, era necessario tenere conto di tutta questa complessità.

In generale, a lei non piace comporre delle musiche apposta per un personaggio, ma con La città incantata ha fatto un’eccezione.
Questa volta, quando pensavo alla maniera in cui orientare la mia musica, mi sono reso conto che dovevo comporre una colonna sonora che sottolineasse il fascino della protagonista. In queste condizioni, è impossibile comporre qualche cosa che non sia legata al protagonista. Le maggiori difficoltà le ho incontrate per catturare il personaggio di Yubaba. Le opere di Miyazaki sono molto complesse. Lo stesso personaggio può essere al tempo stesso l’incarnazione dl bene e del male, della gentilezza e della crudeltà. L’opposizione è quasi una costante. Infine, per il personaggio di Yubaba, ho deciso di fare a meno della musica orchestrale. Ho composto una melodia miscelando suoni alti e bassi. Anche se ho utilizzato strumenti straordinari, le note che producono appaiono assolutamente normali.

Come è andata la collaborazione tra lei e l’attrice Yumi Kimura che da la voce alla protagonista?
E’ stato divertente e commovente. Yumi Kiruma mi ha detto che il film Principessa Mononoke, e soprattutto la colonna sonora, l’hanno perseguitata per mesi dopo che lo aveva visto. E’ stato allora che ha deciso di prestare la sua voce ad una delle protagoniste del prossimo film di Miyazaki. Ha fatto una registrazione vocale basandosi sul film Principessa Mononoke e l’ha mandata a Miyazaki il quale è rimasto talmente colpito da contattarla immediatamente per dirle che stava lavorando ad un nuovo progetto e che si sarebbe ricordato di lei.

Quali sono le sue impressioni sul film?
La caratteristica principale di La città incantata è la maniera assolutamente unica di Miyazaki di proiettare i sentimenti personali sul film. Questo riduce notevolmente le distanze tra il film, il regista ed il pubblico. A mio avviso, questa complessità spiega il successo senza precedenti del film. Anche se il mondo di Chihiro è un universo fantastico, è al tempo stesso profondamente umano e nella colonna sonora che ho composto ho cercato di trasferire la profondità di questi due diversi stati.

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