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LELE MORA: “Fabrizio Corona è stata la mia rovina”

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LELE MORA – Lele Mora, dopo il carcere e tante disavventure, è tornato a parlare in un’intervista eslcusiva al programma Vero.

Lele ha raccontato tutta la sua verità, dagli amici alla famiglia, passando per i vari personaggi.

Ecco le sue parole: “Io, a un certo punto, ho dato più attenzione ai miei artisti che ai miei figli. C’era gente che, se non andavo io con loro agli appuntamenti, non ci andavano. Io sono stato all’avanguardia, sono stato tra i primi. Era una grande famiglia, chi voleva passare da casa mia poteva mangiare. Quando ero in Sardegna c’erano gli sponsor che, pur di far vedere il loro prodotto, ti mandavano tir di cose. C’era gente che veniva e caricava le macchine”.

I VERI AMICI – “Gli amici veri ce ne sono stati, tipo Platinette, Elenoire Casalegno, la Ferilli. Gigi D’Alessio è addirittura venuto gratuitamente a fare un concerto dentro il carcere, pagandosi lui le spese e gli strumenti. Io non potevo andare a vederlo per il divieto dell’incontro. Però abbiamo avuto un quarto d’ora per fare due chiacchiere”.

LA LITE CON FRANCESCA CIPRIANI – “Con Francesca Cipriani non c’è mai stata nessuna lite. Credo che lei abbia deciso di prendere un altro agente, nel momento in cui io non lavoravo più. Una sera, in cui c’è stata una piccola discussione, ha detto cose che non mi sono piaciute. Eravamo presenti in venti in un ristorante milanese. Io le ho detto ‘Ti meriteresti due schiaffi’. Lei ha fatto finta di svenire, si è data schiaffi in faccia da sola. E’ andata al pronto soccorso, forse aveva una crisi isterica. Io mi sono allontanato dal ristorante perché, dopo tutto quello che ho fatto per lei, non mi sarei aspettato una cosa del genere. Poi ci siamo rivisti, ha capito. In un momento di depressione e non lavoro, un artista alla ribalta viene dimenticato e ti inventi qualcuno che ti suggerisci male. Magari la persona che ha scelto lei le ha proposto di fare questa scenata perché arrivassero passaggi televisivi, copertine e serate che non sono arrivate. Lei non ha fatto denuncia”.

SIMONA VENTURA – “Una mia ex artista che io per anni ho seguito con molta attenzione, Simona Ventura, mi ha scritto, mi ha fatto capire il bene. Simona era veramente una della famiglia… lei mi ha messo davanti a un bivio: ‘Se fai vedere ancora Corona qua in giro nei tuoi uffici io me ne vado’. Lei era convinta che io la tradissi dicendo dei suoi spostamenti. Era in un momento molto difficile, la separazione dal marito. Non ha mai contestato il mio lavoro, io le avevo appena rinnovato un contratto di cinque anni. Lei mi ha pagato le percentuali, anche se non lavorava più con me, fino all’ultimo giorno del contratto. Ancora oggi l’ho invitata alla presentazione del libro perché la considero un’amica. Non è potuta venire perché era a Londra, mi ha mandato un mazzo di fiori meraviglioso. Come sono uscito dal carcere la sua è stata una delle prime telefonate che ho ricevuto”.

FABRIZIO CORONA – “Fabrizio mi ha fatto parecchi danni. Nel 2009 gli ho scritto una lettera pesante, gli ho detto di non vederci più, di stare lontano dalla mia vita perché se no quel poco che era rimasto veniva distrutto ancora di più. La mia rovina è cominciata da quando ho iniziato a frequentare Corona. Io gli ho insegnato tante cose belle, lui le ha fatte diventare negative. E’ una mente molto furba, sapeva come prenderti anche negli errori che faceva, io ci credevo. Quando hai vicino tanti anni una persona che stimi e che apprezzi perdoni sempre tutto. Io sono uno che perdona sempre”.

EMILIO FEDE IL NEMICO – “Emilio Fede è il direttore di un giornale che rispetto molto. Lui mi ha detto: ‘Vado io da Berlusconi, fatti dare l’aiuto’. Forse aveva già premeditato quello che voleva chiedermi dopo. Se non me lo chiedeva forse io non avrei fatto il carcere”.

ALFONSO SIGNORINI – “Alfonso Signorini è uno che devo ringraziare in questi giorni perché si è umiliato, un direttore che ti chiama e ti chiede scusa per non esserti stato amico nel momento del bisogno… Tu sai che io Alfonso me lo sono cresciuto. L’ho preso che faceva il maestro insieme al povero Alfredo Chiesa. L’ho portato a essere direttore di giornali dandogli tanti nomi, tanti artisti. Da un amico vero ti aspetti non dico soldi, ho i miei figli che mi stanno vicino, però almeno una lettera, due righe, non sparire totalmente”.