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Gravidanza: stare in contatto con il nascituro

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Esistono dei metodi per tenersi in contatto con il bimbo che verrà

Una donna incinta non ha una curiosità più grande: come faccio a parlare col mio bambino, mentre è ancora dentro di me? Esistono delle pratiche, ancora poco in voga tra le mamme italiane, ma molto praticate all’estero, che si chiamano aptonomia e rebirthing.

Entrambe permettono di creare un intenso e profondo legame affettivo con il feto nel grembo materno attraverso il tatto e il respiro. In qualche caso presso il consultorio comunale o negli ospedali della città vengono organizzati particolari corsi di preparazione al parto che prevedono anche l’apprendimento di queste tecniche.

Il termine aptonomia significa letteralmente scienza del tatto e permette a mamma e papà, a partire circa dal quinto mese di gestazione ovvero da quando i movimenti del bebè iniziano a sentirsi, di entrare in contatto con il piccolo attraverso dei particolari massaggi.

In questo modo è possibile trasmettergli messaggi di amore e benessere, gettando le basi di quel rapporto che alla nascita non potrà che essere simbiotico. Questa disciplina è abbastanza recente: nasce in Olanda negli anni Settanta e si è poi diffusa e sviluppata in Francia; in Italia è ancora parzialmente sconosciuta e quindi poco sfruttata.

Per entrare in contatto col bebè, la mamma dovrà innanzitutto imparare e a rilassarsi ed a estraniarsi dal mondo esterno; dovrà quindi ritagliarsi dei momenti solo per sé e il piccolo. Sarà un ottimo momento anche per la futura mamma, che imparerà a conoscere meglio se stessa e il proprio corpo.

Un altro metodo per entrare in contatto col piccolo già durante la gestazione è il rebirthing, che letteralmente significa rinascita, tecnica nata negli Stati Uniti negli anni Settanta e che si basa su una particolare modalità di respirazione che non prevede interruzioni ma prosegue in maniera continuativa e circolare, utilizzando sempre lo stesso canale ovvero o naso o bocca.

fonte: pianetamamma.it