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Food e ricette

Gelato, la filiera reggiana vale 15 milioni l’anno: “Ma le materie prime costano”

In Emilia-Romagna le famiglie spendono ogni anno circa 15 milioni di euro per il gelato, un dato che giustifica la presenza, nella sola provincia di Reggio Emilia, di 132 laboratori, l’80,4% dei quali a vocazione artigianale. Lapam Confartigianato, però, chiede un maggiore sostegno ai produttori locali, costretti a fare i conti con il continuo aumento dei costi delle materie prime.

È quasi scontato pensare al gelato come al simbolo dell’estate, ma un giro d’affari di queste dimensioni racconta una realtà diversa. «Il gelato è ormai un alimento destagionalizzato, consumato durante tutto l’anno, anche nei mesi più freddi», spiega Davide Nini, presidente della categoria Alimentazione di Lapam (Libera Associazione Artigiani e Piccole Imprese). Dietro un settore in costante crescita, però, si nasconde una criticità spesso poco considerata: l’aumento del prezzo degli ingredienti, che continua a mettere sotto pressione le gelaterie artigianali e l’intera filiera produttiva.

Un alimento senza stagione a rischio di estinzione

L’ufficio studi di Lapam Confartigianato ha analizzato l’intera filiera del gelato, fotografandone la presenza sul territorio dell’Emilia Romagna. Al primo trimestre del 2026 si contano 1.053 laboratori di gelateria, di cui 756 artigiani. Le attività artigiane costituiscono, dunque, il 71,8% del totale, una percentuale nettamente superiore alla media del comparto artigiano sul complesso dell’economia regionale, pari al 27,2%.

Questi numeri testimoniano, certamente, la rilevanza del settore, ma sono costretti a confrontarsi con il caro delle materie prime. A giugno 2026 i prezzi delle uova risultano aumentati del 43% rispetto alla media del 2021, seguiti dalla frutta (+32%), lo zucchero (+31%), il latte (+25%) e il cacao (+22%). Rispetto agli ultimi dodici mesi, invece, l’andamento dei prezzi risulta più contenuto e, in alcuni casi, pressoché stabile.

“E’ vero, il gelato è senza dubbio uno dei simboli dell’estate, ma la sua capacità di andare oltre la stagionalità è ormai consolidata – spiega Nini–. Come associazione abbiamo il compito di promuovere una maggiore consapevolezza nelle scelte dei consumatori, invitandoli a privilegiare il gelato artigianale, che rappresenta un prodotto di qualità, genuino e capace di rispondere ai gusti e alle diverse esigenze alimentari”.

Dietro l’invito a scegliere il gelato artigianale non c’è soltanto una questione di gusto o qualità, ma anche la volontà di sostenere un comparto che continua a fare i conti con il crescente costo delle materie prime. In un contesto segnato dall’aumento dei costi di produzione, sostenere le gelaterie artigianali significa preservare un patrimonio di competenze, qualità e tradizione. Un settore che non rappresenta soltanto un’eccellenza del Made in Italy, ma anche una risorsa economica e occupazionale fondamentale per il territorio emiliano-romagnolo.

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