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Elena Ceste, Buoninconti: “Non l’ho uccisa io, cercate il vero colpevole”

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Nel carcere di Quarto d’Asti si è svolto l’interrogatorio di garanzia a Michele Buoninconti, accusato dell’omicidio della moglie Elena Ceste e dell’occultamento del suo cadavere. La donna era scomparsa nel gennaio del 2014 e il suo corpo è stato trovato lo scorso ottobre in un canale nelle campagne di Costigliole d’Asti, nelle vicinanze della sua abitazione.

elena ceste


Nel corso dell’interrogatorio, Buoninconti era assistito dagli avvocati Chiara Girola e Alberto Masoero che hanno chiesto la scarcerazione del loro cliente e sulla quale il gip si dovrà pronunciare entro 5 giorni.
Michele ha ribadito la sua innocenza: “Elena non l’ho uccisa io, cercate il vero colpevole”, ha detto il marito di Elena che, smentendo ogni previsione, ha risposto a tutte le domande del gip Giacomo Manson. Al termine dell’interrogatorio che è durato circa due ore, i legali hanno confermato che “ha risposto a tutte le domande”, sottolineando che il loro assistito “è deciso a difendersi e ad andare fino in fondo”.

In caso di parere contrario sulla scarcerazione i legali potranno rivolgersi al tribunale dl riesame. Buoninconti  ha rifiutato il patrocinio gratuito di un noto penalista piemontese che ha sostenuto che ci sono buoni margini per difendere il marito di Elena. Michele lo ha rifiutato avvalendosi di avvocati d’ufficio e non di fiducia.

Intanto sul caso emergono alcune indiscrezioni sul fatto che Michele era in contattato con due donne dopo la scomparsa della moglie.  Nel corso del 2014 Michele avrebbe corteggiato una donna calabrese con la quale aveva scambiato una serie di sms e cn una donna dell’astigiano.

Intanto i legali della famiglia della Ceste hanno avuto l’autorizzazione a poter tumulare il corpo di Elena. I funerali si svolgeranno il prossimo 7 febbraio nella chiesa parrocchiale di San Secondo a Govone, nel Cuneese. Si apprende che i bambini della coppia hanno scritto una lettera alla mamma, aiutati dal padre e che la leggeranno in chiesa, a riflettori spenti.