Un cortocircuito tra attrazione e aspettative, una sedia al centro dello studio e due “no” che pesano più di cento promesse. A Uomini e Donne, il caso di Alessio e Rosanna accende una scintilla: quanto contano chiarezza, rispetto e tempi giusti quando l’ormone corre più veloce del buon senso?
Il format lo conosciamo bene: il Trono Over non è un salotto qualunque. Qui la platea è vasta, più di 2 milioni ogni pomeriggio, con uno share che spesso sfiora il 25%. Il pubblico non segue solo le storie. Valuta comportamenti, parole, persino silenzi. È un tribunale emotivo dove i fatti contano. E dove l’empatia ha memoria lunga.
Nel parterre, la regola non scritta è semplice: si può conoscere più persone finché non c’è un patto di esclusiva. Ma esistono semafori morali. Se scatta un bacio, se arriva una frase impegnativa, se si chiede “rispetto” già al secondo caffè, la strada diventa stretta. E ogni deviazione, in tv, ha una cassa di risonanza potente.
Qui entra in scena Alessio. Si presenta con energia. Usa parole nette. Dice di voler “sentire” la persona, non solo conoscerla. Poi, però, succede quello che lui stesso definisce un momento da “tradito dall’ormone”. Esce con due dame a distanza ravvicinata. Ci prova. Cerca il brivido. Nulla di penalmente rilevante, certo. Ma in un contesto che vive di fiducia, il dettaglio pesa.
A metà del percorso, quando le carte iniziano a girare scoperte, arriva il nodo: entrambe le dame scoprono la doppia frequentazione. L’epilogo è identico. Niente sconti. Niente “vediamo”. Una linea rossa tracciata con fermezza.
Il racconto rimbalza in studio. Gli opinionisti incalzano. Il pubblico mormora. Le parole come “fiducia” e “rispetto” diventano il centro del confronto. Non è tanto il fatto in sé. È il tempismo. È la gestione. È l’impressione di disordine. Ed è lì che Rosanna mette il punto. Guarda Alessio e lo dice con calma: rifiuta di proseguire. La relazione finisce prima di cominciare davvero.
La scena non è rara nei percorsi sentimentali oltre la tv. Capita pure fuori, quando un segnale arriva tardi o arriva male. Qui, però, tutto scoppia davanti a milioni di occhi. E il suono è più forte. L’altra dama fa la stessa scelta: stop alla conoscenza. Il risultato è un piccolo caos in studio, una tensione che sale e si sgonfia in pochi minuti, lasciando una domanda: a volte basta dirla, la verità, un giorno prima?
C’è un dato che torna spesso nei casi simili del programma: quando la comunicazione è anticipata, le conoscenze multiple passano. Quando è reattiva, quando arriva “dopo”, scatta la sensazione di essere stati messi in lista d’attesa. E quel sentimento è duro da raddrizzare.
Alessio incassa. Non fa il passo di lato con leggerezza. Prova a spiegare. Sostiene di aver cercato un’emozione, non un catalogo. È credibile l’impulso, è meno gestibile l’effetto domino. Perché i gesti hanno peso, specie nei primi giorni.
Non abbiamo elementi per dire se, fuori dalla puntata, i contatti ripartiranno o se ci saranno ripensamenti: al momento non ci sono informazioni confermate oltre la scelta in studio. Resta, però, un’immagine limpida: due donne che scelgono il proprio perimetro emotivo e un uomo che impara a proprie spese la grammatica dell’esclusività.
E tu, davanti a quella sedia rossa, cosa avresti fatto? Avresti chiesto tempo o avresti chiuso la porta per tenere al sicuro l’idea che hai di te quando dici “io, con te, ci sono”?