Rosita Celentano a Verissimo: ‘Vorrei vivere come la famiglia nel bosco, lontana dal caos’
A Verissimo, Rosita Celentano ha spiazzato tutti con un desiderio controcorrente: vivere lontano dal frastuono, “come la famiglia nel bosco”. Campagna, orto, persino niente acqua calda in casa: parole forti e una riflessione accesa sulla felicità e sulla serenità dei più piccoli.
Pensavate fosse una chiacchierata qualunque? Macché. In studio è arrivata una dichiarazione che potrebbe far discutere a lungo. Rosita guarda dritto in camera e lancia l’indizio: «Vorrei vivere come la famosa famiglia nel bosco che stanno massacrando. La storia della famiglia nel bosco mi addolora moltissimo. Hanno trovato il modo di distruggere la serenità di quei ragazzini». Parole che suonano come un manifesto, ma anche come un SOS: la pace, la natura, il bisogno di staccare dalla giostra. Coincidenza o messaggio chiaro? E voi, lo leggereste come un semplice pensiero o come l’annuncio di un cambio di rotta?
Il quadro si fa ancora più netto quando aggiunge: «Voglio andare a vivere in campagna». Non è un capriccio dell’ultimo minuto: «In famiglia abbiamo sempre ricercato il verde. Poi sono cresciuta con l’esempio della serie La casa nella prateria». È qui che il discorso, già carico, prende la forma di un progetto: «Tra qualche anno mi ritirerò in campagna. Voglio fare l’orto. Non vorrei neanche l’acqua calda in casa». Sogno romantico o piano ben preciso? E quanto c’entra il desiderio di proteggere la serenità dei ragazzi citati poco prima? Domanda scomoda, ma inevitabile.
Il tono, però, non è solo nostalgico: è una riflessione tagliente su ciò che conta davvero. «Non sono i soldi che fanno la felicità. Per stare bene devi alimentare qualcos’altro». E ancora: «Vedo spesso le persone più benestanti con il muso, mentre quelle più umili hanno sorrisi da regalare e sono le più generose». Un raffronto che accende la miccia: è una frecciatina al mondo del lusso o una semplice constatazione d’esperienza? E se fosse il preludio a scelte radicali, con meno comfort e più autenticità?
Passo dopo passo, la narrazione di Rosita sembra costruire un puzzle a prova di dubbio: amore per il verde, infanzia nutrita di ideali semplici, voglia di campagna, orto e persino l’idea di dire ciao ai comfort base. Non è una bomba a orologeria, ma ci assomiglia. Perché, ammettiamolo, quando qualcuno in TV pronuncia frasi come «Non vorrei neanche l’acqua calda in casa», scatta la domanda: provocazione televisiva o decisione che maturerà lontano dai riflettori?
Campagna nel cuore: fuga strategica o dichiarazione di intenti?
Il punto è tutto qui: Rosita non si limita a un sogno a occhi aperti, mette sul tavolo una scaletta. Prima la presa di posizione sulla famiglia nel bosco, con quel dolore che «mi addolora moltissimo»; poi l’ammissione schietta: «Voglio andare a vivere in campagna»; infine la tabella di marcia: «Tra qualche anno mi ritirerò in campagna». Non è forse un fil rouge che, letto tra le righe, potrebbe significare “ragazzi, sto preparando la fuga dal caos”?
Nel mezzo, arriva la chiosa che fa riflettere più di mille statistiche: «Non sono i soldi che fanno la felicità». Una frase da agenda personale, ma anche da post-it sul frigorifero: la vera ricchezza, dice lei, sarebbe altrove. Vi suona come un invito a rallentare o come una critica all’ossessione per l’apparenza? E, soprattutto, dove si colloca il confine tra leggerezza e scelta di vita? Se la felicità abita tra un filare di alberi e un fil di fumo che sale dal camino, la città potrebbe essere solo una tappa di passaggio?
Il crescendo degli indizi è quasi cinematografico. Prima l’empatia verso chi viveva “in mezzo al bosco con bambini sani”, poi la denuncia: «Hanno trovato il modo di distruggere la serenità di quei ragazzini». Infine la visione concreta: orto, campagna, nessuna acqua calda, e un’idea fissa sul valore dell’umiltà rispetto al «muso» di chi, nonostante il benessere, sembra più cupo che contento. La domanda rimbalza: è un ritratto personale o anche una fotografia di ciò che la circonda?
E qui arriva il momento in cui ognuno, sul divano, si fa la sua idea. Da un lato, una figura pubblica che, davanti alle telecamere di Verissimo, rivendica il diritto alla serenità e a un ritmo più umano. Dall’altro, l’eco di una vicenda — quella della famiglia nel bosco — che, a suo dire, «mi addolora tantissimo» e che diventa lo specchio perfetto per dirsi ad alta voce: basta rumore, largo alla natura. È solo poesia del momento o dovremmo aspettarci un addio progressivo ai riflettori cittadini? E se il vero colpo di scena fosse proprio questo: prendere sul serio l’idea di non avere nemmeno l’acqua calda?
Chiusura, con una certezza e una domanda. La certezza: il “cloud” dell’indiscrezione nasce in studio, quando Rosita, a Verissimo, mette in fila pensieri e desideri, firmando un ritratto limpido del suo sogno di campagna. La domanda: quanto manca, davvero, a quel «tra qualche anno»? Per ora, il mistero resta dolcemente sospeso. Noi, ovviamente, continueremo a monitorare ogni sviluppo. E tu, da che parte stai: città o bosco? Hai colto altri dettagli nelle sue parole? Diccelo nei commenti e resta connesso: la storia potrebbe avere un seguito più vicino del previsto.



