Le Cose Più Disgustose negli Uomani: Sondaggio di CheDonna.it

Una domanda semplice, una risposta viscerale: cosa ti fa dire “basta” a un primo appuntamento? Dal nostro sondaggio su CheDonna.it esce un ritratto netto, fatto di dettagli minimi e gesti plateali. E racconta molto più di quanto sembri su desideri, limiti e rispetto.

Ti è mai capitato di entrare in un locale e capire tutto in trenta secondi? Non dal look. Dai dettagli. Un sorriso tirato. Un tono di voce che sovrasta. Un gesto che non considera chi hai davanti. Il nostro sondaggio ha chiesto alle lettrici: “Qual è la cosa che ti disgusta di più in un uomo?”. La risposta non è una sola. E non è sempre quella che credi.

Qui una premessa chiara: il disgusto non riguarda i corpi, ma i comportamenti. È una reazione forte a qualcosa che viola un confine. Sondaggi consolidati, in Italia e all’estero, mostrano una costante: scarsa igiene e mancanza di rispetto sono i primi “deal breaker”. I risultati variano per età e contesto. Il nostro campione non è statistico, quindi i dati sono indicativi. Ma la traccia è solida.

Cosa disgusta davvero oggi

Al primo posto, la scarsa igiene. Non serve l’abito firmato se arriva prima l’alito cattivo. Unghie sporche, deodorante assente, camicia stantia. Sono dettagli che gridano disattenzione. Una lettrice ha scritto: “Mi ha parlato a dieci centimetri, odore fortissimo di fumo e caffè. Non ascoltavo più nulla”. Capita. E spegne la serata.

Subito dopo, la maleducazione. Interrompere. Parlare sopra. Trattare male camerieri o tassisti. Qui il disgusto è morale. Non è questione di galateo, è gerarchia. Se umili chi lavora, che succede quando le luci si abbassano?

Terzo nodo: le bugie. Piccole o grandi. L’età smussata, il “sono single” traballante, il ghosting pronto al primo imprevisto. La menzogna è un odore sottile: non lo vedi, ma ti resta addosso.

Poi c’è il controllo. La gelosia travestita da cura. “Passami il telefono un attimo”, “Con chi scrivi?”. Una volta può sembrare premura. Alla seconda scatta l’allarme. Molte hanno segnalato anche il maschilismo casuale: battutine sulle “femmine”, spiegoni dall’alto, squalifiche sul lavoro. Un classico esempio: “Ti spiego io come funziona”, detto a chi fa quel mestiere da dieci anni.

Dettagli che contano più di quanto pensi

Piccole cose pesano molto. Sputare per strada. Esagerare con l’alcol. Urlare al telefono in treno. Commentare l’aspetto delle altre mentre sei lì. Mangiare facendo rumore e ridere se te lo fanno notare. Non parliamo di perfezione, ma di attenzione.

Vale anche il contrario. Un “grazie” al personale. Ascoltare senza cercare il colpo di scena. Ammettere un limite. Curare l’igiene senza ostentazione. Sono segnali semplici che raccontano chi sei. E spesso bastano a cambiare l’aria.

Gli studi sulle relazioni sono chiari su un punto: coerenza e rispetto predicono fiducia meglio di mille parole. Il nostro sondaggio conferma la direzione, pur con i suoi limiti. Le lettrici premiano comportamenti che costruiscono sicurezza e bocciano quelli che la minano.

Allora la domanda torna a te. Qual è il gesto che ti fa scattare in piedi e andartene, e quale invece ti fa restare altri dieci minuti? A volte la differenza è invisibile come un filo di menta dopo il caffè. Eppure la senti, nitida, appena ti avvicini.

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