14 October 2017

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MELANIA REA, YARA, SARA, ALESSANDRO MATHAS, MATILDA, CHIARA POGGI, delitti di SERIE A e di SERIE B

  • MELANIA REA, YARA, SARA, ALESSANDRO MATHAS, MATILDA, CHIARA POGGI, delitti di SERIE A e di SERIE B
Ieri mi sono soffermata su un articolo del direttore responsabile del settimanale 'Oggi', Umberto Brindani, e sinceramente mi sento molto vicina a lui, a quello che ha scritto riguardo i vari delitti 'famosi e non' che hanno

Ieri mi sono soffermata su un articolo del direttore responsabile del settimanale 'Oggi', Umberto Brindani, e sinceramente mi sento molto vicina a lui, a quello che ha scritto riguardo i vari delitti 'famosi e non' che hanno macchiato il nostro Paese. Per il lavoro che faccio ogni giorno mi capita di leggere i settimanali più popolari, e di vedere le trasmissioni mattutine e pomeridiane dei canali pubblici e privati, e in effetti quello che mi ha suscitato Brindani con il suo articolo di protesta è stato sdegno verso chi, anche speculando sul delitto del momento, ne usa ogni minima sfaccettatura, pur di poterne parlare, riempendosi la bocca dei nomi delle povere vittime - sempre le stesse, quelle che fanno più clamore - cercando di trovare ogni minimo scoop pre e post morte, per aumentare l'audience.
Perchè nessuno mi venisse a dire che parlare per un anno di seguito della piccola Sara possa aiutare l'anima di questa povera ragazza, scomparsa per sempre. Ma quello che dice Umberto è altro, lui vuole cercare di capire come mai l'opinione pubblica si soffermi e si batta per la soluzione di alcuni casi, come appunto quello di Yara, di Sara, di Melania, ed invece pare dimenticarsi di altri delitti, ancora più cruenti magari, come quello del piccolo Alessandro Mathas, morto a soli 8 mesi nel Marzo del 2010, per mano della madre Katerina Mathas o del suo allora compagno Antonio Rasero, entrambi scagionati, lei a soli 17 giorni dall'omicidio, mentre lui pochi giorni fa, per insufficenza di prove, unici presenti nella stanza del delitto, con prove video che lo testimoniano. Un piccolo angelo, Ale, al quale un mostro qualsiasi, sia esso si chiami 'mamma' o Antonio, ha strappato la vita non prima di averlo seviziato con morsi, bruciature e frattura del cranio...
Avete mai sentito le signore della tv parlare per più di una settimana di questo piccolo? Chiedere per lui quella giustizia che troppo spesso nel nostro Paese viene a mancare? Cosa manca, chiede Brindani, ad Ale per non avere lo stesso trattamento e lo stesso 'accanimento giudiziario' rispetto alle piccole ragazze di cui la nostra tv perbenista si è riempita la bocca? Io, come lui, non ho una risposta a questa domanda, ma come lui spero che la giustizia non si fermi, che non serva solo sbandierare qualcosa in tv per avere giustizia e ascolto da chi, in teoria, in questo Paese ha il ruolo di difenderci, anche dopo essere morti...
Ma chi ci difenderà dalla legge di oggi? Forse nessuno, ma la giustizia del domani si, quella si che presenterà il conto. [gallery link="file" columns="2"]

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