25 September 2017

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DIOR: chi sostituirà John Galliano?

DIOR VA IN PASSERELLA A PARIGI SENZA CONVINCERE E SENZA UN SOSTITUTO DI GALLIANO - Se la moda non la fai la segui: ? una regola base del mondo fashion che a volte, paradosso dei paradossi, deve essere seguita anche da quelli che

DIOR VA IN PASSERELLA A PARIGI SENZA CONVINCERE E SENZA UN SOSTITUTO DI GALLIANO - Se la moda non la fai la segui: è una regola base del mondo fashion che a volte, paradosso dei paradossi, deve essere seguita anche da quelli che la moda dovrebbero farla.
Se infatti nella tua mente non passano idee folgoranti, la passerella deve comunque iniziare e allora non resta che frugare nell'armadio tra le vecchie glorie per riproporre qualcosa che un tempo aveva funzionato e che forse potrà fare il miracolo una seconda volta: così non dovete stupirvi se guardando la sfilata parigina di Dior vi dovesse sembrare che quel vestito lo avete già visto, quella giacca vi pare familiare e quei tessuti sembrano emersi da un cassettino della memoria; se il vecchio capitano viene deposto e nessuno lo rimpiazza la barca non può che continuare a navigare in acque familiari. Ecco allora che alla Fashion Week di Parigi Dior propone una collezione raffinata, elegante ma alla quale manca quell'ingrediente in più, il sale che rende tutto più buono: insomma non c'è nulla da eccepire ai vestiti fino al ginocchio, agli scolli a corolla e alle giacche bar ma neanche nulla per lodarli.
Tutto pare una sorta di revival, un collage preso un po' qui e un po' là: nell'insieme può anche funzionare ma quando le luci si spengono e la sfilata finisce la sensazione è di non aver visto nulla, come se si è sfogliato un catalogo che già si conosceva, con abiti ammirevoli ma che già abbiamo nell'armadio (o almeno nella memoria). Una situazione che però poteva facilmente essere predetta dato che dopo la deposizione di John Galliano nessuno è arrivato a reclamare il posto e chi si aspettava un annuncio dopo la sfilata è rimasto grandemente deluso: gira da tempo il nome di Marc Jacobs ma si tratta di qualcosa più simile ad una voce di corridoio che ad una nomina imminente; così la collezione si annuncia essere frutto del lavoro di staff che tradotto vuol dire "c'è la mano di Bill Gaytten", stretto collaboratore di Galliano, che ha retto la baracca in questo momento di vuoto. Se prima già era ovvia, dopo questa sfilata appare lapalissiana la necessità di trovare al più presto qualcuno che prenda il ruolo di fashion director: Dior del resto è una griffe nata per essre un faro sul futuro e non una fiammella che illumina le retrovie. LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI DI BENESSERE CLICCANDO QUI! LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI DI VIAGGIO CLICCANDO QUI! LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI DI CUCINA CLICCANDO QUI!

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