17 October 2017

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COCO CHANEL: una spia nazista

  • COCO CHANEL: una spia nazista
ESCE UNA NUOVA BIOGRAFIA DI COCO CHANEL: LA STILISTA ERA UNA SPIA DEL TERZO REICH - Il suo nome non ? solo un marchio quanto piuttosto il simbolo di un universo: bastano quelle due C intrecciate e nella mente di qualsiasi donna

ESCE UNA NUOVA BIOGRAFIA DI COCO CHANEL: LA STILISTA ERA UNA SPIA DEL TERZO REICH - Il suo nome non è solo un marchio quanto piuttosto il simbolo di un universo: bastano quelle due C intrecciate e nella mente di qualsiasi donna si accende una luce, ecco allora che si illumina "moda", "classe", "eleganza"e...
"nazismo"! Quest'ultima in realtà non è esattamente la prima idea a balenare nella mente quando si parla di Chanel, anzi forse non figurerà nell'immaginario di nessuna donna, ma la fama si sa fa "miracoli" e così diventa cosa semplice appiccicare quelle due C un po' dappertutto...
davvero dappertutto! Ad onor del vero il nome di Coco accanto a quello del Terzo Reich girava da tempo e così ci è voluto davvero poco per farlo tornare a galla, è bastato un libro in uscita e qualche anticipazione al posto giusto: ecco che Coco Chanel lascia ago e filo per sfoggiare svastica e numero di matricola da spia.
Secondo Hal Vaughan la celebre stilista sarebbe infatti l'agente F-7124, nome in codice Westminster, in onore del suo amante inglese (per inciso Dua di Westminster): infatti il giornalista americano si accinge a lanciare l'ennesima biografia di Chanel ma questa volta anticipa che grazie a numerosi documenti verrà provato il reclutamento nel 1940 di Coco da parte dell'Abwehr, il servizio d'intelligence militare tedesco. Ecco allora che lontano dal suo atelier troviamo la stilista impegnata in misteriose missioni in giro per l'Europa come spia per conto del Fuhrer: delle sue tendenze antisemite si parla molto e da tempo però i suoi fan potranno trovare una consolazione seppur labile nei motivi che spinsero Chanel verso la Germania; sembra infatti che il suo servizio dovesse avere come ricompensa la liberazione di un nipote, Andre', imprigionato in un campo tedesco.
Naturalmente questo movente resta labile così come la stessa ipotesi del suo secondo lavoro da spia: del resto Chanel negò sempre qualsiasi coinvolgimento con il nazismo e, non essendo più qui per poter dire la sua, noi vogliamo concederle il beneficio del dubbio...
preferiamo allora ricordarla con la sua sigaretta seduta sulle scale di Rue Cambon: è più charmant o meglio, più Chanel! LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI DI CUCINA CLICCANDO QUI! LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI DI BELLEZZA CLICCANDO QUI! LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI DI VIAGGIO CLICCANDO QUI!

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