24 September 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

LIBRI: Recensione del romanzo "E non hai visto ancora niente"

Emanuela Nava torna in libreria con una nuova storia per giovani adulti, dove la forza della sfida e la promessa di un viaggio verso la consapevolezza fanno da fulcro alle vicissitudini di Mino, un ragazzo che vive con la nonna e

Emanuela Nava torna in libreria con una nuova storia per giovani adulti, dove la forza della sfida e la promessa di un viaggio verso la consapevolezza fanno da fulcro alle vicissitudini di Mino, un ragazzo che vive con la nonna e che trascorre l’estate su un ponte (sospeso su un fiume per più di duecento metri), col quale ha una familiarità particolare.   E già… perché Mino vorrebbe essere un funambolo impavido a tutti gli effetti, ma ha anche un grande desiderio: far divenire quel ponte un luogo magico, il perfetto scenario per un incontro fortuito e fatale con una ragazza dal vestito scintillante.
Lo guidano le voci della luna e una rabbia generata da qualcosa che non riesce a capire.
Sarà necessario affrontarla e arrivare alle origini del mistero che porta dentro sé per giungere “dall’altra parte”, qualunque essa sia.   Ed è con questa trama visionaria e surreale che Emanuela Nava offre ai lettori una carrellata di personaggi bislacchi, ma deliziosi.
Ogni riga è permeata da una poesia onirica che sottolinea i momenti più sensibili della passione sfrenata e del carattere di Mino.   In lui, di fatto, abitano voci e fantasmi.
Il suo è un mondo tutto interiore, perché la sua potenza risiede proprio nel suo animo eccentrico e ribelle, nella sua voglia di essere diverso in un universo omologato e privo di originalità.   Ed è proprio nella seconda parte dell’intreccio narrativo, quando Mino spinge l’azione fino all’estremo, che la scrittura immaginifica di Emanuela Nava ha una svolta, una dolcissima e strabiliante virata in perfetto stile cinematografico (Amabili resti e Resta anche domani ne sono gli esempi più incalzanti).
Eppure l’effetto sorpresa non ha nessuna intenzione di terminare in risvolti paranormali, anzi… conduce il lettore verso un altro cammino.   Già… perché Mino da ipotetico revenant diviene l’emblema dell’esistenza, fatta di sacrifici, gioie e dolori, e fa veramente venire voglia di vedere “l’oltre”, ma soprattutto di capire cosa ci riserva il destino in questa bellissima e agitatissima tempesta che è la vita.   Silvia Casini © Riproduzione Riservata

Articoli Correlati