24 September 2017

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LIBRI: Intervista esclusiva allo scrittore Giulio Galli, autore di tre thriller mozzafiato

Giulio Galli?? redattore e coordinatore editoriale per De Agostini da una ventina d?anni.   Le sue grandi passioni, oltre a quella per il lavoro, sono le serie televisive, i quotidiani e lo

Giulio Galli è redattore e coordinatore editoriale per De Agostini da una ventina d’anni.   Le sue grandi passioni, oltre a quella per il lavoro, sono le serie televisive, i quotidiani e lo sport.   Con Libromania ha pubblicato i thriller Il reality della paura, L’ultimo bersaglio e Tutti i gradini del Male.   Tutte le sue opere si sono confermate un gran successo, in quanto sono tutte originali e avvincenti, tant'è che ultimamente il romanzo Il reality della paura è stato tradotto in turco con il titolo Issiz Ada.   Per saperne di più sui suoi libri mozzafiato, lo abbiamo intervistato ed ecco cosa abbiamo scoperto.   Con Libromania ha pubblicato i thriller Il reality della paura, L’ultimo bersaglio e Tutti i gradini del Male.
Dove trova l'ispirazione per i suoi romanzi?   Le fonti d'ispirazione sono essenzialmente due: la realtà quotidiana e i telefilm.
La realtà quotidiana offre spunti infiniti, occorre solo selezionarli e saper cogliere quelli più interessanti per sviluppare storie thriller.
Il reality è l’esempio più immediato, ma penso anche a Darknet o alle stampanti 3D.
La lettura di un quotidiano aiuta molto.
Quanto ai telefilm, rappresentano oggi a mio avviso la forma di narrazione visiva più riuscita.
A differenza dei film, c’è il tempo per sviluppare trame e psicologie, e i colpi di scena sono più calibrati.   Descriva le sue opere con tre aggettivi.
Ha carta bianca!   Domanda facile solo in apparenza.
Direi: coinvolgenti, originali, inquietanti.   Facciamo un gioco.
Se i suoi libri dovessero diventare film, al di là dello script, le piacerebbe occuparsi della scelta del cast? Se sì, chi vorrebbe vedere sul grande schermo nei panni dei protagonisti e dei rispettivi villain?   I miei libri si prestano a un trasposizione cinematografica, quindi sono ben lieto di stare al gioco.
Nella parte della cattiva credo che l’attrice più indicata sia Scarlett Johansson.
Deve saper gestire una complicata evoluzione del personaggio, suscitando emozioni contrastanti nello spettatore.
Per la parte del buono, Harry Miller, sempre al centro del mirino e spesso sull’orlo dell’esaurimento nervoso, ma dotato di un’insospettabile capacità di reazione, vedo bene il nostro Claudio Santamaria.   Sbaglio o le donne hanno un ruolo di primo piano nei suoi romanzi?   Non sbaglia.
Il motore di tutte le mie storie è una donna, un top killer e un'imprenditrice del crimine con una personalità molto complessa, capace anche di amare e di compiere, paradossalmente, buone azioni.
E accanto a lei ci sono coprotagoniste tutt'altro che decorative.
Da Scarlet, fidanzata di Harry Miller, a Domina, caposcorta di Miller, all'agente segreto Cristina.
Tutte donne di polso, intelligenti, determinate, capaci di prendersi la scena e di restare impresse nella testa dei lettori.   Perché ama tanto esplorare il cuore nero dell’umanità?   In realtà amo le storie dove i buoni non sono così buoni, né così invulnerabili, e i cattivi mostrano qualità straordinarie, messe al servizio della causa sbagliata.
Ma anche i cattivi sono ricchi di sfaccettature, e a volte si redimono.
Insomma, mi piace scrivere romanzi in cui i personaggi evolvono, il Male non è mai definitivamente sconfitto e il lettore è sempre stimolato a voltare pagina per vedere cosa succederà.
Il “cuore nero” è solo un punto di partenza.   Continuerà a sfornare gialli e thriller di successo o cambierà rotta?   Grazie per il “di successo”, in realtà sono un piccolo artigiano che cerca di crescere a poco a poco, nel modo di scrivere e nel numero di lettori.
Di solito, a un autore viene chiesto di non cambiare genere, un po’ come a un attore si chiede di cimentarsi sempre nello stesso ruolo, perché se per tutti è il cattivo per antonomasia, ad esempio, non potrebbe mai essere credibile come personaggio buono.
A me invece chiedono abbastanza di frequente di provare con altri generi letterari.
Lo interpreto positivamente, anche se mi sorprende: evidentemente mi si ritiene in grado di scrivere belle storie a prescindere dal genere.
Io devo seguire la mia ispirazione, che al momento mi spinge a scrivere altre storie thriller, ma non escludo in futuro di poter cambiare rotta.   Progetti in cantiere?   Completata la stesura del primo thriller, mi sono accorto che c'era materiale per una quadrilogia.
Dopo Il reality della paura, thriller adrenalinico, L’ultimo bersaglio, thriller d’azione, e Tutti i gradini del Male, thriller psicologico, Libromania ha approvato l’ultimo romanzo della quadrilogia, dal titolo provvisorio La chiave dell’abisso.
Un thriller politico che spero possa essere divulgato come ebook a fine 2016 e come libro cartaceo nel 2017.
E sto scrivendo un nuovo thriller, ambientato a Ferrara, che non ha nulla a che fare con i precedenti.
C’è molta carne al fuoco, ma la priorità è riuscire a offrire ai lettori opere sempre più curate, affascinanti, ricche in tutti i sensi.   Silvia Casini © Riproduzione Riservata

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