19 September 2017

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CINEMA: Recensione "Checco Zalone Collection – 4 film"

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Comico di Zelig e autore della canzone Siamo una squadra fortissimi, uscita durante il campionato mondiale di calcio del 2006, si ? imposto subito al grande pubblico, grazie anche ai suoi film esilaranti. Di chi stiamo parlando?

Comico di Zelig e autore della canzone Siamo una squadra fortissimi, uscita durante il campionato mondiale di calcio del 2006, si è imposto subito al grande pubblico, grazie anche ai suoi film esilaranti. Di chi stiamo parlando? Ma di Checco Zalone, naturalmente! Dopo l’esordio cinematografico nel 2009 con Cado dalle nubi, seguito da Che bella giornata nel 2011, che superò addirittura gli incassi del film La vita è bella di Roberto Benigni, il buon Checco ha iniziato a sfornare grandi successi, tant’è che nel 2013 è uscita la sua terza opera, Sole a catinelle, che ha ottenuto un enorme risultato al botteghino e nel 2016 ha fatto il botto con Quo vado?. Ma qual è la formula dei suoi esiti strabilianti? La simpatia? L’ironia? O forse un mix equilibrato di entrambi? Be’, se volete scoprirlo e cogliere a pieno tutte le sfumature divertenti dei suoi personaggi, non vi resta che guardare di nuovo i suoi film. A tal proposito, è uscito Checco Zalone Collection – 4 film, un dvd comprendente tutti i suoi quattro successi. Un’idea perfetta per trascorrere in compagnia qualche ora in armonia e leggerezza. In Cado dalle nubi, Zalone è un cantante pugliese che sogna di diventare famoso, ma dopo che la parrucchiera Angela lo molla, cade in depressione. Così, per dare una svolta alla sua vita, decide di abbandonare la realtà provinciale pugliese e di trasferirsi a Milano, a casa di suo cugino Alfredo (Dino Abbrescia), che è gay non dichiarato e condivide l’appartamento con il fidanzato Manolo (Fabio Troiano). Quando incontrerà con Marika (Giulia Michelini), le gag diverranno sempre più frequenti, e tra equivoci, battute “terrone”, esibizioni e audizioni discografiche alla X-Factor, le risate si faranno sempre più grasse e grosse, soprattutto quando le intolleranze tra Nord e Sud prenderanno il via. Così, con uno script che punta il dito contro l’omofobia e il secessionismo, il Checco nazionale diretto da Nunziante, strappa risate e riflessioni e getta già le basi del suo solido futuro cinematografico. Infatti, dopo aver giocato con i cliché nazional-popolari, con Che bella giornata, Checco mira a evidenziare il valore delle differenze culturali e a puntare il dito contro il razzismo. Stavolta incarna la security guard di una misera discoteca della Brianza, che a causa del pericolo di alcuni attentati, richiede misure straordinarie per i luoghi a rischio. Così, si ritrova a lavorare come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano. In poco tempo, e grazie a infiniti malintesi, Checco diventa la vera minaccia al patrimonio artistico italiano, ma quando incontrerà Farah, una sedicente studentessa d’architettura francese, se ne innamorerà perdutamente. Farah in realtà è araba ed è a Milano per portare a termine la sua personalissima vendetta. Tutta la storia ruota su un concetto fondamentale, ovvero che non è il colore della pelle o la fede religiosa a distinguere le persone. Non solo… i peggiori vizi d’Italia, qui, sono mostrati con cruda verve, a cominciare dalla giungla delle raccomandazioni. È per questo che Che bella giornata si configura come un film frizzante e politicamente scorretto al punto giusto. Anche qui, infatti, la comicità di Zalone è ironica, pungente e le sue simpatiche battute (talvolta sopra le righe e alcune meno riuscite di altre) fanno sempre ridere. Il film, inoltre, gode delle partecipazioni di grandi attori, come Tullio Solenghi, Ivano Marescotti, Caparezza e Rocco Papaleo. Proseguendo con la terza opera, Sole a catinelle, Checco è un venditore di aspirapolveri in piena crisi economica e matrimoniale, e non può permettersi di regalare al figlio nemmeno un giorno al mare. Ma quando Nicolò riceve la pagella perfetta, Checco decide di premiarlo e carico di ottimismo parte per il Molise. Però, a causa di varie vicissitudini si ritroverà ospite a casa di Zoe, una ricchissima ragazza che ha un figlio affetto da mutismo selettivo, della stessa età di Nicolò. Nasce tra i due bambini un’amicizia solida e Zoe “adotta” Checco e Nicolò e li fa entrare nel suo mondo: inviti a party esclusivi, bagni in piscine fantastiche e ancora escursioni su yacht, a cavallo, nonché serate a Portofino. Ed è proprio da questo gap culturale che nasce la vena comica: da una parte, infatti, abbiamo il ristretto e genuino ambiente rurale molisano, dall’altra il lusso ipocrita e sfrenato dell’universo dei facoltosi. Così, il suo italiano medio narra la vita nel Belpaese tra licenziamenti, precariato, intercettazioni telefoniche, sette segrete, equivoci, cinismo e falsità dell’alta società. E anche in questo caso, la sua performance comica offre al pubblico un personaggio divertente e ben riuscito. Infine, in Quo vado?, Zalone conferma le sue doti attoriali, perché la verità è che il buon Checco gioca con uno stile elementare e con un’ilarità semplice. In quest’ultima prova, infatti, incarna un ragazzo che è riuscito ad ottenere tutti i suoi reconditi desideri. Voleva vivere con i suoi genitori evitando una costosa indipendenza e ce l’ha fatta. Voleva essere eternamente fidanzato senza mai affrontare le responsabilità di un matrimonio con relativi figli e c’è riuscito, ma soprattutto, sognava da sempre un lavoro sicuro e ha ottenuto un posto fisso nell’ufficio provinciale di caccia e pesca. Con questa favolistica leggerezza, Checco affronta una vita che fa invidia a tutti. Un giorno però tutto cambia. Il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province. Convocato al ministero dalla spietata dirigente Sironi, Checco è messo di fronte a una scelta difficile: lasciare il posto fisso o essere trasferito lontano da casa. Per Checco il posto fisso è sacro e pur di mantenerlo accetta il trasferimento. Per metterlo nelle condizioni di dimettersi, la dottoressa Sironi lo fa girovagare in diverse località italiane a ricoprire i ruoli più improbabili e pericolosi, ma Checco resiste eroicamente a tutto. La Sironi esausta rincara la dose e lo trasferisce al Polo Nord, in una base scientifica italiana col compito di difendere i ricercatori dall’attacco degli orsi polari. Proprio quando è sul punto di abbandonare il suo amato posto fisso, Checco conosce Valeria, una ricercatrice che studia gli animali in via d’estinzione e se ne innamora perdutamente. Inizia così un’avventura nella quale Checco scoprirà un nuovo mondo, aprendo la sua piccola esistenza a orizzonti lontanissimi. Ed è con una trama efficace e spiritosa, che Zalone ritrae con goliardica verve l’Italiano dei nostri tempi. Lo sfotte umoristicamente, mettendone in evidenza vizi e virtù e sottolinea la figura dei resilienti moderni, che oggigiorno pur di campare, si inventano di tutto. Infatti, Zalone raffigura causticamente gli Italiani sia in Italia che all’estero, giocando con astuzia e abilità, al fine di mettere in luce l’opportunismo e i paradossi della nostra società contemporanea. In definitiva, se avete voglia di farvi quattro risate con il buon Checco, non perdetevi quest’esclusiva Collection, anche perché i contenuti speciali dei singoli film (scene tagliate, trailer, backstage, ecc.), vi consentiranno di apprezzare al meglio le sue doti comiche scanzonate, nonché il suo intento educativo, perché al di là della sua sguaiata e triviale commedia che mette in evidenza pregi e difetti di noi Italiani, tutti i suoi film hanno una morale; un fine che è sempre intelligente, genuino e mai volgare. Silvia Casini © Riproduzione Riservata

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