24 September 2017

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LIBRI: Recensione del romanzo "Sei sempre stato qui"

Ci sono libri che ti sfiorano appena, altri, invece, che ti entrano dentro, sotto la pelle, nelle ossa. ? il caso di Sei sempre stato qui di Eugenio Gardella; un romanzo umanamente emozionante.   ? l?intenso racconto

Ci sono libri che ti sfiorano appena, altri, invece, che ti entrano dentro, sotto la pelle, nelle ossa.
È il caso di Sei sempre stato qui di Eugenio Gardella; un romanzo umanamente emozionante.   È l’intenso racconto di Roberta ed Eugenio, una coppia come tante, desiderosa di avere un bambino, ma che nel corso dei decenni, si scontrerà con la desertificazione dell’anima, del ventre.
Più volte Roberta rimarrà incinta, ma la gravidanza non proseguirà mai come sperato.
Ecco allora la frustrazione, la delusione, l’ira repressa, i nervi tesi.   Eugenio e Roberta proveranno anche l’inseminazione artificiale, ma non funzionerà affatto.
Così, i giorni di attesa diverranno mesi e poi anni, e il figlio tanto agognato si trasformerà in un’idea, in un vago sogno sfiorato soltanto per poco e poi perso irrimediabilmente.   Sarà l’insoddisfazione a metterli, di conseguenza, sotto pressione, come persone e come coppia, ma consentirà loro di maturare una decisione inaspettata.
Si imbarcheranno, infatti, nel mare burrascoso dell’adozione; affronteranno pratiche, colloqui e una burocrazia farraginosa, ealla fine, riusciranno a coronare i loro desideri.   Di fatto, Sei sempre stato qui è una storia di resilienza, di libertà, di una genitorialità bramata, cercata, sofferta.
È una meravigliosa vicenda personale che diviene lo specchio di una realtà più grande spesso celata e soffocata, nonché emblema della volontà di essere famiglia, di donarsi, di amare.   Ed è con una scrittura potentissima, al contempo dolorosamente amara e felicemente prodigiosa, Eugenio Gardella ci regala una lettura piena, consapevole, coraggiosa; un viaggio imprevedibile nella delicatezza e nella profondità dell’amore; un dolce malinconico cadere nel vuoto, nell’incertezza delle fragilità umane.
Il suo, infatti, è uno smarrimento bello e buono; è una crisi inaudita che lo condurrà a una scoperta miracolosa.
Già… perché Gardella ci insegna a non arrenderci, a comprendere a pieno l’afflizione e a includere le amarezze nella quotidianità della nostra vita, dato che è solo davanti ai limiti che si diventa più forti, più saggi e che si scava a fondo per trovare l’ardore necessario a compiere gesti incredibili.   In definitiva, se avete voglia di un libro coinvolgente, allora non lasciatevi sfuggire Sei sempre stato qui: solo leggendolo avrete il privilegio di cadere dentro il cuore umano e di abbandonarvi a tutte le sue salvifiche inondazioni.   Silvia Casini © Riproduzione Riservata

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