24 September 2017

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LIBRI: Intervista esclusiva a Carlo Deffenu, autore del romanzo "Il clan dei cari estinti"

Il clan dei cari estinti di Carlo Deffen ? un romanzo avvincente edito da Watson edizioni.   Narra la storia di?Corrado, un ragazzino fragile e malinconico. I suoi occhi vedono cose strane pochi attimi prima che

Il clan dei cari estinti di Carlo Deffen è un romanzo avvincente edito da Watson edizioni.   Narra la storia di Corrado, un ragazzino fragile e malinconico.
I suoi occhi vedono cose strane pochi attimi prima che accadano.
Un segreto che non ha mai rivelato a nessuno.   Suo padre Ninetto è morto per un incidente sul lavoro e la vita va avanti a fatica con i lavoretti saltuari della madre.   I compagni di scuola lo prendono in giro e lo chiamano Sad per il suo carattere estremamente schivo.   Il giorno di Halloween, va in giro vestito da Superman per racimolare un po’ di dolcetti con gli amici del quartiere e, dopo un giro per le case del quartiere, decidono di entrare di soppiatto nella tenuta di Eleanor Mallow, una signora inglese famosa per le sue doti divinatorie, uccisa sessant’anni prima.   Gira voce che tra quelle mura sia custodita la formula per riportare in vita i morti. Sad, sfidato da Mauro, decide di entrare nel rudere per cercare la formula e farsi bello agli occhi di Giulia.
Il sogno è di riportare in vita il suo papà.
Ma durante l’intrusione qualcosa va storto e Sad sarà catapultato in una realtà estremamente diversa da quella vissuta fino ad allora.   Si ritroverà in un mondo parallelo dove non tutti i morti sono davvero morti.
Un mondo popolato di fantasmi nostalgici, rancorosi, allegri, burloni.
Dove la vita, per assurdo, continua a scorrere seguendo leggi del tutto diverse.   Per saperne di più su questo strano mondo, abbiamo intervistato Carlo Deffenu ed ecco cosa abbiamo scoperto...   Il clan dei cari estinti è un libro divertente, nostalgico e poetico.
Descrivilo con altri tre aggettivi…   Evocativo, malinconico, profetico.   Il personaggio che ti ha divertito di più mentre scrivevi la storia?   Mi sono divertito a creare la storia in tutta la sua complessità, e quindi, tutti i personaggi mi hanno fatto sorridere emi hanno tenuto compagnia mentre cercavo di elaborare con la scrittura la morte improvvisa di un amico.
Tutto parte da lì.
Da un fatto doloroso che ho cercato di esorcizzare con l’ironia.
Forse, però, uno dei personaggi più divertenti, è stato Italo.
Giocare con la sua figura da “Lucignolo” è stato parecchio stimolante.
Si contrapponeva all’ingenuità e allo stupore di Sad, il protagonista del romanzo, e gli spunti comici non mancavano di certo.   Quello che ti è rimasto più nel cuore?   Sad.
Ovviamente.
E Vincenzo, un comprimario con un valore molto importante per me.
Nel romanzo ci sono molte trappole.
Alcune palesi, altre invisibili.   Ispirazioni letterarie?   Ho divorato, e divoro di tutto, da sempre.
Amo leggere cose molte diverse.
Nutro una passione viscerale per Murakami.
Adoro Simenon.
Idolatro Stephen King.
Godo con Lansdale, Ammaniti e Neil Gaiman.
Divoro fumetti da quando ho memoria di me.
Insomma, le fonti sono davvero infinite.
Mettici anche un omaggio evidente alle visioni di Tim Burton e il cerchio si chiude… o quasi.   Che scrittore sei?   Sono uno scrittore transgender.
Io me ne frego dei generi e scrivo quello che mi piace scrivere.
Nel mondo editoriale, questo, è un atto quasi autolesionistico, lo so.
Ma è più forte di me.
La mia faccia cambia sempre.   Che lettore sei?   Beh, credo di avere già risposto.
Posso aggiungere, per chiarire meglio il concetto, che non potrei mai esistere senza un libro in mano.
Per me, leggere, è un po’ come respirare.
VITALE!!!   Progetti futuri?   Molti.
Troppi.
A volte, fermarsi e concentrarsi su un’idea è complicatissimo.
Il cervello corre più veloce di te.
Vi posso solo dire: restate in ascolto! Qualcosa sta per succedere.
Parola di Lupetto! ;)   Silvia Casini © Riproduzione Riservata

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