23 October 2017

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Lettera di un italiano a Mario Balotelli

  • Lettera di un italiano a Mario Balotelli
Un tifoso italiano risponde allo sfogo di Balotelli dopo il flop mondiale Un tifoso della nazionale, in particolare della A.S. Roma, Claudio Rossignoli, ha risposto con una lettera su Facebook a Mario Balotelli che al rientro

Un tifoso italiano risponde allo sfogo di Balotelli dopo il flop mondiale Un tifoso della nazionale, in particolare della A.S.
Roma, Claudio Rossignoli, ha risposto con una lettera su Facebook a Mario Balotelli che al rientro dal Brasile dove l'Italia è stata eliminata dai mondiali di calcio 2014, ha sfogato la sua ira contro i compagni di squadra e contro gli italiani in modo davvero poco simpatico. La lettera ha raccolto un successo enorme sul web, più di 40.000 condivisioni e 75.000 mi piace.
Ecco le parole con cui Claudio Rossignoli ha voluto rispondere a colui che doveva regalarci momenti magici in quel del Brasile ma che si è rivelato un gran delusione per tutti i tifosi. " Caro Mario, sono Claudio Rossignoli, ho 49 anni e non ho scelto di essere Italiano ma lo sono dalla nascita ed ho sempre vissuto nel mio Paese. A 23 anni indossavo con fierezza la divisa dell’Esercito Italiano ed ho servito la mia Nazione e la mia Bandiera per 7 anni donandole i migliori anni della mia gioventù.
Il mio stipendio era di 1.200.000 LIRE al mese. Mi spiace tantissimo dover notare dalla tua lettera che nella vita non sei affatto migliore di come sei sul campo ovvero sempre a cercare scuse, lamentarti di come ti trattano reputandoti perfetto o quasi.
Hai perfino fatto diventare il colore della tua pelle una causa dei fallimenti. Ti chiedi quale sia il problema se la gente, i tifosi, gli addetti ai lavori e perfino i tuoi compagni di squadra ti criticano e ti allontanano.
Ma ti sei mai rivisto in TV in una delle tue prestazioni? Sei irritante! Non lotti mai x recuperare una palla, non ti sacrifichi x aiutare la squadra, pretendi di essere servito sui piedi, non esprimi grinta né orgoglio nell’indossare quella maglia. Hai sprecato tutto il tuo tempo e le tue energie a discutere con gli arbitri, a fare a spintoni con gli avversari ed a rotolarti per terra ad ogni minimo contatto fisico.
Mi sono vergognato dei tuoi atteggiamenti puerili mentre rappresentavi la mia Nazionale.
Non è una questione di gol sbagliati….
quelli fanno parte del gioco.
È una questione di orgoglio, di voglia e di determinazione.
Tutto ciò che non hai mai dimostrato. Hai detto che gli africani non scaricherebbero mai un loro fratello.
Ecco tu sei stato il primo a scaricare i tuoi compagni di “battaglia” lasciandoli soli a lottare con gli avversari.
Ancora una volta parli di negri buttandola sul razzismo… a me del colore della tua pelle non me ne frega proprio niente.
È quello che c’è sotto che mi interessa.
E sotto la tua pelle nera ho trovato un bambinone viziato, arrogante e pieno di sé.
Oggi te lo scrivo con tutto me stesso: anche se qualcuno ti ha riempito le tasche con tanti di quei soldi che io manco se dovessi campare 400 anni vedrei mai NON SEI NESSUNO! Infine, un’ultima cosa: se non ti piace essere Italiano, sei invitato a prendere il primo volo di solo andata per dove ti pare e non tornare più.
Ma prima di imbarcarti non dimenticare di lasciare il passaporto e la carta d’identità Italiani. Non sentirò la tua mancanza". Una lezione di vita che Mario Balotelli dovrebbe prendere come un primo passo verso un cambiamento profondo.
Speriamo ne sia all'altezza.