20 October 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

Rapporto Istat 2014: la crisi, i giovani e le famiglie

  • Rapporto Istat 2014: la crisi, i giovani e le famiglie
E? concepibile che nei paesi cosiddetti ricchi si possa vivere in condizione di povert? e che che a patirne siano anche i bambini? Mercoled? 28 maggio, ? stato presentato a Montecitorio il Rapporto annuale dell?Istat (Istituto

E’ concepibile che nei paesi cosiddetti ricchi si possa vivere in condizione di povertà e che che a patirne siano anche i bambini? Mercoledì 28 maggio, è stato presentato a Montecitorio il Rapporto annuale dell’Istat (Istituto nazionale di statistica) in cui si presenta la situazione italiana.
Dai dati resi noti emergono gli squilibri sociali prodotti dalla crisi prolungata.
E le conseguenze di questi squilibri ricadono come al solito sui più piccoli. Nel 2013 sono diminuite drasticamente le nascite dei bambini, i disoccupati sono 6,3 milioni e aumenta l’emigrazione.
Il disagio sociale è ancora forte e ciò che colpisce in modo particolare che siano un milione i bambini che vivono in condizione di povertà e tre milioni rischiano di precipitarvi.
L’Unicef denuncia da tempo questa pericolosa deriva e giorni fa Save the Children ha lanciato un appello rivolto ai futuri parlamentari europei.
E certo è possibile con provvedimenti adeguati scongiurare una tale intollerabile ingiustizia, ma c'è la reale volontà di farli? O sono solo parole? L'Istat mette, anche, in evidenza la crisi demografica che sta vivendo il nostro paese:«La vita media in continuo aumento da un lato (79,6 anni per gli uomini e a 84,4 anni per le donne), e il regime di persistente bassa fecondità dall’altro (1,42 figli per donna contro l'1,58 medio Ue), ci hanno fatto conquistare a più riprese il primato di Paese con il più alto indice di vecchiaia del mondo». Alle incertezze economiche, infatti, consegue che «Alla fine dell'anno i bambini iscritti all'anagrafe saranno poco meno di 515.000 bambini, 12.000 in meno rispetto al minimo storico registrato nel 1995». E il mancato incremento demografico influenza, anche, il numero dei giovani che vanno all'estero in cerca di un futuro che sempre di più diventa difficile pensare di avere restando a casa.
La riflessione che ne consegue è che il nostro paese sta rischiando di spopolarsi sempre di più e se ce ne andiamo tutti, chi rimarrà?  

Articoli Correlati