24 October 2017

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Visita al Duomo di Milano vietata ad una scolaresca

  • Visita al Duomo di Milano vietata ad una scolaresca
Bambini di sette anni non possono visitare il Duomo: non avevano i due euro da pagare ?Non avete i due euro per l?audioguida? Allora non potete entrare?. Ecco cosa si sono sentite rispondere le mamme e le maestre che avevano

Bambini di sette anni non possono visitare il Duomo: non avevano i due euro da pagare “Non avete i due euro per l’audioguida? Allora non potete entrare”.
Ecco cosa si sono sentite rispondere le mamme e le maestre che avevano accompagnato una scolaresca di Bologna in visita a Milano. I bambini (appena 7 anni) si trovavano in città per l’incontro con una scolaresca milanese con cui sono gemellati: l’idea era che i piccoli del luogo guidassero i loro coetanei alla scoperta del capoluogo.
Castello, Piazza della Scala e tappa finale Duomo, la perla per la quale i bambini della Ruffini di Milano avevano preparato aneddoti e informazioni così da creare una visita guidata a loro misura.
Peccato però che giusti sul sagrato si sono sentiti dire dagli addetti della Veneranda Fabbrica che, in quanto gruppo, avrebbero dovuto acquista l’audioguida al costo di due euro ciascuno.
Le accompagnatrici, non avendo oltre 100 euro a disposizione sul momento, hanno provato a spiegare che i bambini "erano troppo piccoli e che intendevo mostrare loro brevemente la chiesa”. Nessuna motivazione ha però potuto convincere gli addetti che, in preda ad uno zelo forzato, hanno anche voluto sottolineare come la richiesta del gruppo fosse figlia della tendenza nostrana a “fare sempre i furbi”. «Fra tutti -spiega una delle insegnanti- c’erano otto adulti e ognuno sarebbe di noi sarebbe potuto entrare con tre, quattro bambini, per consentire l’ingresso senza dare disturbo. Ci hanno detto che ormai ci eravamo presentati come gruppo e che se l’avessimo fatto avrebbero chiamato la polizia». La gita è così naufragata su quella storica piazza: i bambini milanesi hanno rinfoderato i loro cartoncini e i bolognesi sono trinati tra i tetti rossi della loro città, entrambi però accompagnati dalla medesima amarezza figlia del paradosso tutto italiano per cui tra furberia e miopia non si riesce proprio a trovare una via di mezzo. Se è infatti vero che nel Bel Paese troppo spesso ricorriamo al nostro intuito per aggirare le regole è altrettanto vero che utilizziamo la solerzia risparmiata in simili circostanze nei momenti più sbagliati e inadeguati.
Sapete che nelle grandi capitali europee anche i più famosi luoghi di cultura hanno almeno un giorno di accesso gratuito per tutti? E che gli studenti non pagano quasi mai il biglietto di ingresso a musei e simili? Riflettiamoci la prossima volta che ci chiediamo come mai i nostri figli non siano così inclini a passatempi acculturati: che qualche ostacolo di troppo li inibisca?