14 October 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

Le carcerate di Bologna diventano "desiner" per IKEA

  • Le carcerate di Bologna diventano "desiner" per IKEA
Il colosso svedese dona del tessuto per realizzare degli accessori all'interno del progetto formativo "Gomito a gomito" Una seconda possibilit? e tanta speranza ? quello che si vuole donare alle donne che stanno scontando la

Il colosso svedese dona del tessuto per realizzare degli accessori all'interno del progetto formativo "Gomito a gomito" Una seconda possibilità e tanta speranza è quello che si vuole donare alle donne che stanno scontando la loro pena all'interno del carcere della Dozza a Bologna.Il progetto si chiama "Gomito a Gomito" un laboratorio sartoriale istituito all'interno del carcere che vede protagoniste 4 donne su novanta presenti nell' istituto carcerario. Questo progetto formativo ideato e gestito da volontari mira a creare una possibilità di lavoro per queste detenute e attraverso la vendita degli articoli confezionati a garantirgli uno stipendio.Fino ad oggi le ragazze hanno venduto attraverso mercati i loro manufatti ma il progetto ha attirato l'attenzione del colosso svedese Ikea che ha voluto donare del tessuto al laboratorio e ha commissionato alle sarte una serie di accessori come grembiuli, borse e astucci che metterà in vendita nello store di Bologna durante il weekend del 12 e del 13 aprile devolvendo i proventi della vendita al sostentamento della sartoria del carcere di Bologna. Questa iniziativa rappresenta una grande possibilità per le detenute e anche per la società che deve guardare alla realtà carceraria come ad un evento nella vita delle persone che regala cambiamenti anche positivi nel carattere e nei cuori di chi lo vive.Spiega la direttrice del carcere della Dozza Claudia Clementi:"Un laboratorio come questo è importantissimo perché assolve a una parte della funzione rieducativa della detenzione: insegnare un mestiere, dare un senso alle giornate delle detenute riempiendole di contenuti, portarle a collaborare tra loro, sono tutti elementi fondamentali dei vari programmi che si cercano di fare in carcere.
Purtroppo le donne detenute a Bologna sono svantaggiate, perché non raggiungono un numero tale da potere fare partire dei programmi istituzionali, nemmeno quello scolastico".Un esempio per tutti e la dimostrazione che il viaggio della vita regala sempre momenti meravigliosi dopo una tempesta.

Articoli Correlati