24 September 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

TEATRO: "La classe dirigente", il cabaret civile di e con Elio Crifò

Un uomo solo sul palco, senza l?ausilio di elementi scenografici: soltanto lui e il suo smoking. E un?arma a disposizione, forse la pi? potente di tutte: la parola. Ora leggero e ironico, ora aspro e tagliente, l?irriverente

Un uomo solo sul palco, senza l’ausilio di elementi scenografici: soltanto lui e il suo smoking.
E un’arma a disposizione, forse la più potente di tutte: la parola. Ora leggero e ironico, ora aspro e tagliente, l’irriverente monologo di Elio Crifò restituisce in un’ora e mezza la dimensione civica e politica di un paese, l’Italia, deriso e schiacciato dalle proprie ombre, dai propri silenzi, dai propri crimini.
Dal divertimento si passa alla consapevolezza, dalla consapevolezza alla tattica di sopravvivenza: un appello alle più importanti famiglie criminali d’Italia – e soprattutto alla star dei latitanti, Matteo Messina Denaro – per riappropriarci, insieme, della nostra Sovranità.
E per finire, nove e intensi minuti dedicati a tutte le “ombre di Stato”. Con l’augurio che, almeno queste parole, risultino di lenta e difficile digestione per quella “classe” che dà il titolo all’opera. «Su questo testo ho sperimentato un nuovo modo di scrivere.
Sono partito dal finale: un discorso presidenziale di cristallina chiarezza, senza ombrose parole di Stato.
Dal finale ho scritto a ritroso tutto il resto.
Una sorta di scrittura del salmone, che mi ha portato a creare uno spettacolo diviso in due parti: il Secondo Tempo che è un appello alle più importanti famiglie criminali d’Italia e sopratutto alla “star” Matteo Messina Denaro (l’unico italiano nella top ten dei più ricercati al mondo) e il Primo Tempo che, tra una risata e un sorriso, gioca sulla contrapposizione tra immagine fumettistica del criminale (confezionata dai mezzi di comunicazione) e la realtà del mondo delinquenziale, un mondo inserito perfettamente nella nostra società, che dobbiamo imparare a riconoscere».
(Elio Crifò) LA CLASSE DIGERENTE La storia d’un uomo innamorato della Politica, che segue tutte le manifestazioni, i cortei e i congressi di tutti i partiti e di tutti i movimenti! Li segue perché con la politica si diverte, e vuole far divertire anche chi l’ascolta.
Ma il divertimento non scaturisce da esilaranti imitazioni dei politici attuali, bensì dall’ironica e disperata consapevolezza che nessuno sembra aver capito niente di Edward Snowden, di Assange e del suo WikiLeaks e dello sversamento dei rifiuti nella Terra dei Fuochi.
Dal divertimento si passa alla consapevolezza, dalla consapevolezza alla tattica di sopravvivenza: un appello ai più importanti clan d’Italia, e soprattutto a Matteo Messina Denaro, la star dei latitanti.
I criminali vengono chiamati in causa perché in Italia, senza di loro, non si può discutere, seriamente, di politica.
A conclusione dell’appello, e anche dello spettacolo, giunge “il monologo riconciliatore dello Stato”.
Nove minuti di scuse per tutte le “ombre di Stato”. INFO E PRENOTAZIONI: www.teatrogolden.it/teatro/2014/03/la-classe-digerente

Articoli Correlati